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Derby amaro, la Fermana non sa più vincere e la Samb fa festa al Recchioni

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E dire che l’inizio era brillante per il derby delle Marche del sud. Palla a terra la Samb dimostra che i piedi buoni non mancano, ma la Fermana è pronta a ripartire con tre passaggi e a impensierire Sala.

FERMO – Del derby si ricorderà il vento gelido, l’assurda attesa prima del calcio d’inizio per garantire la contemporaneità su più campi, il gol di Stanco che cambia tutto il piano partita di Destro, il nulla gialloblù nella ripresa e il triplice fischio che regala un tè caldo ai giocatori canarini in vista del primo turno play off.

E dire che l’inizio era brillante per il derby delle Marche del sud. Palla a terra la Samb dimostra che i piedi buoni non mancano, ma la Fermana è pronta a ripartire con tre passaggi e a impensierire Sala. Ci riesce con una punizione, guadagnata al limite da Maloku, ci prova con Lupoli di testa, ma manca la precisione. Il campo, nonostante il mini diluvio un’ora prima del match, è in ottime condizioni. L’erba non sarà verde, ma il terreno assorbe benissimo. Non facile contenere la forza fisica di Stanco, anche se ti chiami Scrosta. E un suo movimento tra i due centrali gialloblù ha portato alla miglior occasione ospite. C’è sempre un po’ di apprensione nella retrovia dei canarini, con Scrosta che pensa più a rinviare che a passare, non permettendo mai a Giandonato di costruire il gioco. Ed è così che nasce il vantaggio della Sambenedettese al 27’ con Stanco che brucia Comotto ed evita la chiusura tardiva di Scrosta. Marcantognini il primo tiro lo neutralizza, ma sulla ribattuta il bomber è implacabile.

La Fermana rialza però subito la testa e con Grieco ha l’occasione, comoda comoda, per pareggiare. Resterà l’unica di tutto il match. Si allungano le squadre a tutto vantaggio dei bianchi di mister Magi che sulla velocità costruiscono le vittorie, ma per fortuna dei gialloblù Signori anziché segnare esalta l’allungo di Marcantognini. E grazie al cielo che Maloku ha personalità da vendere. Se avesse anche i piedi di Giandonato il futuro sarebbe sicuramente roseo, come quello che gli esperti prevedevano per Di Massimo che da San Benedetto spera di ripartire verso la serie B.

La ripresa si apre con la palla che sta per entrare in porta, con Marcantognini battuto. Ma Soprano ci mette il piedone ed evita il colpo del ko a Di Massimo fermando la palla a pochi centimetri dalla linea di porta. Non inizia nel migliore dei modi la Fermana, anche perché Destro non cambia e continua con i due ‘tuffatori’ d’attacco Lupoli e Zerbo, impegnati più a protestare con l’arbitro che a cercare di impensierire Sala. Finalmente si alza il cartello dei cambi: pronti Fofana e Malcore per Zerbo e Grieco. È ora di correre e di tirare tra i pali rossoblù. L’ingresso di Fofana porta un po’ di ordine, in pochi minuti un paio di giocate di qualità che permettono a Malcore prima di scaldare il piede con una botta da fuori e poi di conquistare una punizione dai 20 metri con tanto di giallo, il primo della partita, al difensore Biondi. Ma la Fermana non è proprio in giornata coni calci di punizione.

Vuole fare gol la Fermana e anche per tutelare Giandonato in vista dei play off, è diffidato, inserisce D’Angelo per il regista che come sempre ha alternato qualche perla che vale il biglietto a lunghissimi momenti di inattività in campo. Il punto è che senza di lui non esiste cambio campo e facendolo uscire insieme a Grieco, Destro rinuncia alla tecnica puntando sui muscoli, che però sono stanchi. Tutti tranne Lupoli, che anche per il cambio esce correndo.

Quando non tiri mai in porta, e perdi uno a zero, ti apri alle folate avversarie. Un gol in contropiede sarebbe stato comprensibile, ma prenderlo su calcio d’angolo, con un tocco al volo di Crocetta che anticipa Sperotto e infila Marcantognini sul suo palo fa male. Peccato per i tifosi canarini che speravano almeno nel pari e che invece si ritrovano ad ammirare un migliaio di sambenedettesi che fanno festa al Recchioni. Il gol nel recupero di Malcore serve solo a risvegliare i rossoblù che dopo 10 secondi siglano l'1-3.

Finisce così la stagione regolare dei gialloblù, che non vincono da otto giornate e avrebbero voluto fare un regalo al patron Maurizio Vecchiola che oggi festeggiava il compleanno. Chissà che non abbiano tenuto il colpo in canna per fare lo sgambetto a Monza o, se i lombardi vinceranno la coppa, con il Ravenna.

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