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Intervista. Marco Minnucci, le mani sul derby Fermana - Samb: la professionalità supera le barriere

marcominnucciderby

Fermana - Sambenedettese, fischio d'inizio alle 15 al Recchioni. Il derby visto da Marco Minnnucci, il massiofisioterapista di Fermo che lavora con i rossoblù.

di Raffaele Vitali

FERMO – E derby sia. Chi lo vive in tribuna, chi a casa, chi in campo, con il cuore diviso come il massofisioterapista degli sportivi Marco Minnucci, fermano di Fermo che lavora con la Sambenedettese da anni e gestisce il Works Medical Sport Center a Salvano.

Fermana – Samb. Marco Minnucci, da dove partiamo?

“Mica facile rispondere. Ho lavorato alla Fermana dal 2001 al 2005, nel post serie B in cui si sognava ogni giorno e poi invece ci siamo ritrovati in un incubo. Ho vissuto la fase di discesa, coni problemi dirigenziali. Un ricordo amaro”.

Sei il Fermano nella Riviera delle Palme, come si vive?

“Con professionalità. È quello che ci manda avanti. San Benedetto è una piazza che mi ha accolto benissimo. Sono sei anni che seguo i rossoblù”.

Non le hanno mai fatto pesare l’essere di Fermo?

“Pensa che sono di Fermo e arrivavo dalla serie A, dall’Ascoli Calcio di Giampaolo e poi Tesser. Mai una critica per questo”.

Un pubblico passionale ma intelligente quello della Samb?

“Assolutamente, pensa solo al bene della squadra”.

Quando torna a Fermo invece che le dicono amici e conoscenti?

“Le critiche sono tante, anche cattive. Forse perché già fisicamente non sono simpatico, se a questo si aggiunge che lavoro con la Samb, è capibile”.

Eppure Works è al fianco della Fermana?

“Siamo sponsor da tre anni e i giocatori si curano qui. Quindi è più una questione goliardica, chiamiamola cosi”.
Ma Works cosa è esattamente?

“Una struttura sempre più completa che unisce sport e medicina. Un luogo per tutti”.

Lei è l’uomo che mette le mani sui giocatori, come si trovano?

“La Fermana in realtà non la seguo io, ma Walter Costi che collabora con il centro. Mentre con la Samb sono direttamente impegnato. Qui dentro si trovano giocatori di più società che fanno riabilitazione insieme e si stimolano. Siamo un riferimento per lo sport del territorio, oltre a Poderosa, Fermana e Samb seguiamo il Porto Sant’Elpidio calcio, la Virtus Civitanova e il Cobà”.

Parliamo del bello di queste due realtà. Cosa la colpisce?

“La Samb è l’argomento principale della città. Dal bambino di tre anni all’anziano si vive per la domenica. La Fermana invece ha di esaltante la gestione, in questo caso la stagione che ha fatto la squadra, la capacità di gestire un budget risicato ottenendo grandi risultati”.

Ma domani chi vince?

“Chi resta più concentrato, chi pensa alla partita e non ai play off. Le motivazioni saranno sulla gara successiva, ma un derby non lo vuole perdere nessuno”. 

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