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Un miliardo di euro sul tavolo: Ubi Banca e Confindustria portano il futuro tra le imprese

boccia moratti

"Molte imprese stanno intercettando questioni esogene legate alla domanda di altri Paesi che aumenta. Noi siamo un Paese esportatore. Il fatto che oggi abbiamo un incremento dell'export di circa il 7% rispetto all'anno scorso è un evento positivo per il nostro Paese".

di Raffaele Vitali

FERMO – Una stretta di mano da un miliardo di euro quella tra Vincenzo Boccia, presidente di Confindustria Fermo, e Letizia Moratti, presidente del Consiglio di Gestione di Ubi Banca. Un miliardo è il plafond messo in campo da Ubi, il gruppo che da ottobre ingloberà Nuova Banca Marche, Banca Etruria e Cari Chieti. Non solo soldi, anche consulenza specialistica e formazione per l'innovazione e la trasformazione digitale delle imprese associate a Confindustria. Lo prevede il protocollo d'intesa che mira anche a promuovere la crescita dimensionale e l'accesso ai mercati dei capitali. L'accordo, valido fino al 31 dicembre 2019, prevede in particolare una serie di iniziative per offrire, attraverso i Digital innovation hub (Dih), supporto finanziario e consulenza alle imprese intenzionate a investire in innovazione e beneficiare delle opportunità previste dal Piano Industria 4.0.

Il quadro economico

“Un accordo si riconosce nel quadro delle sfide che l'industria italiana vuole cogliere attraverso Confindustria sia in un rapporto strutturato con l'Abi che realizzando iniziative con singoli istituti come in questo caso Ubi” ha commentato il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia.

“Molte imprese stanno intercettando questioni esogene legate alla domanda di altri Paesi che aumenta. Noi siamo un Paese esportatore. Il fatto che oggi abbiamo un incremento dell'export di circa il 7% rispetto all'anno scorso è un evento positivo per il nostro Paese. Noi dobbiamo aumentare questo export - ha aggiunto - metterci al livello della Germania e passo passo possiamo farlo”.

Determinata la Moratti: “I principali indicatori dell’attività economica quali occupazione, andamento del Pil e clima di fiducia di imprese e consumatori, indicano il consolidamento del trend di uscita del Paese dalla crisi. In questa fase l’accordo tra Ubi Banca e Confindustria è il segno dell’Italia che fa sistema, per promuovere l’obiettivo comune del rinnovamento e della competitività del mondo produttivo”.

I punti chiave

Inizialmente il protocollo coinvolgerà i Dih di Lombardia Marche, Piemonte, Puglia e Umbria. Nel dettaglio il protocollo prevede per la banca: 1) istituisca il "Plafond ricerca, sviluppo e innovazione", con dotazione pari a 1 miliardo di euro finalizzato a concedere finanziamenti a medio e lungo termine alle imprese che investono in innovazione e digitalizzazione. Gli associati a Confindustria beneficeranno di un canale privilegiato di accesso tramite i Dih; 2) metta a disposizione delle imprese, tramite i Dih, esperti dedicati al finanziamento di progetti di trasformazione digitale delle imprese, oltre a consulenza specialistica (fornita da società specializzate partecipate dal gruppo Ubi) riguardo all'accesso ai fondi europei e alle agevolazioni previste dal "Piano Nazionale Industria 4.0.

Verso la borsa

Ubi è la prima banca in Italia nell'accompagnare imprese verso la Borsa attraverso le Spac (Special purpose acquisition company), organizzerà una serie di eventi formativi dedicati alle imprese e agli imprenditori, finalizzati a sensibilizzarli rispetto alle varie strategie d’accesso al mercato dei capitali, e a diffondere la cultura della quotazione. Infine, Ubi Banca attiverà – nell’ambito del programma Elite di Borsa italiana - una "Elite Lounge" in collaborazione con Confindustria e con gli Elite Desk istituiti presso le associazioni territoriali del sistema, destinata alle imprese impegnate nella realizzazione di processi di innovazione e digitalizzazione.

Formazione

Confindustria insieme a Ubi realizzerà poi un percorso di formazione destinato: 1) al personale di Ubi, riferito alla progettualità tipica dell’industria 4.0 e all’attività dei Dih; 2) al personale dei Dih e delle associazioni territoriali di Confindustria, relativo alle modalità di valutazione dei progetti di investimento delle imprese, all’accesso al credito e alla finanza delle Imprese, alle agevolazioni del "Piano Nazionale Industria 4.0".

Questo protocollo si inserisce nel mondo Industria 4.0 che inizia a funzionare: “C’è finalmente fermento nel Paese” commenta Elio Catania, presidente di Confindustria digitale, e Giulio Pedrollo, vice presidente di Confindustria per la Politica industriale: "La fase dell'incentivazione sta funzionando, soprattutto con lo strumento dell'iperammortamento, come dimostra il balzo degli ordinativi di macchinari (+24% nel primo semestre). Bene il ministro Calenda quando dice che ciò che funziona non si cambia, speriamo che l'iperammortamento sia allungato di un altro anno”.

@raffaelevitali

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