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Micam2019

Intervista. Micam, ciclone Di Maio: ‘Ridurremo il costo del lavoro per i settori legati al made in Italy’

dimascarpa

Una delle dichiarazioni più attese era quelal sulle sanzioni alla Russia. Sollecitato dalla presidente Pilotti, risponde così: ‘Siamo filo italiani, non le vogliamo’.

 

di Raffaele Vitali

MILANO - Il vicepremier e ministro per lo Sviluppo economico Luigi Di Maio al Micam per ascoltare i calzaturieri. Al suo fianco la presidente di Assocalzaturifici Annarita Pilotti, il responsabile made in Enrico Ciccola, i vertici dell’Ice e della Camera della Moda. Non è voluto mancare Gino Sabatini, presidente della Camera di commercio delle Marche per accendere un faro sul distretto fermano-maceratese.

Ministro Luigi Di Maio, che impressione le fa il Micam?

“Sono nel cuore di una realtà che rappresenta il made in Italy nel mondo. Un settore che merita sempre più attenzione”.

Quali le prime mosse a sostegno del calzaturiero?

“Partiamo dall’internazionalizzazione. Abbiamo stanziato come Governo 140milioni di euro per il 2019 e altri, magari di più, ne stanzieremo nei prossimi anni. Fondi finalizzati all’aumento dell’export in un momento congiunturale delicato. Non vogliamo rimanere schiacciati nella guerra dei dazi tra Usa e Cina”.

Il mondo ma non solo?

“Un altro tema su cui stiamo lavorando è la lotta alla contraffazione. Abbiamo stanziato 40milioni per garantire la tracciabilità. Un intervento che riguarda tre settori: tessile, calzaturiero e agroalimentare. Una blockchain per fermare il falso”.

Ministro, il settore calzaturiero vive di manifattura. Il punto chiave è il costo del lavoro. Cosa pensa di fare?

“Abbiamo avviato un piano di spending review molto forte. Ogni euro risparmiato sarà investito nella riduzione strutturale del costo del lavoro. Ma non di tutti i settori, voglio essere chiaro. Sarà una riduzione selettiva. Privilegeremo chi produce made in Italy. Non spalmeremo le risorse su tutti”.

L’applauso degli imprenditori dimostra la buona scelta, ha altro in mente per favorire la domanda interna?

“Non si può vivere di solo export, per cui dobbiamo rafforzare il potere di acquisto dandolo a chi non ha oggi un lavoro, aumentandolo ai pensionati. Poi ci sono alcune manovre che favoriscono il mondo del lavoro, come la riduzione del 30% dei premi Inail fermi dal 1995 o gli sgravi fiscali per chi assume”.

Un altro tema caldo sono le sanzioni alla Russia, la presidente di Assocalzaturifici Pilotti le chiede un impegno, cosa risponde?

“Noi siamo contrari alle sanzioni. E non perché siamo schierati con la Russia. Noi siamo filo italiani e quindi vogliamo il bene del nostro Paese. Penalizzare le nostre imprese non ha senso, faremo il possibile per opporci al prosieguo”.

Con quota 100 tanti in pensione, ma i giovani sono pronti per il mondo del lavoro, in particolare per quello manifatturiero?

“Sappiamo bene che serve formazione, serve più formazione e di qualità. Abbiamo stanziato 60milioni di euro per ammodernare i laboratori degli istituti superiori in modo che siano sempre più al passo con le imprese. Scuola e azienda devono dialogare, in questo modo i giovani saranno più pronti per entrare, anche in tempi rapidi visto che 620mila persone usciranno dal mercato del lavoro con i pensionamenti nei prossimi mesi”. 

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