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Memoria a breve termine

vitali raffaele web4

* Si è chiusa una settimana carica di storia. Di quelle dove volano parole importanti come coraggio, partecipazione, libertà, diritti, democrazia. Parole segante dal sangue e dal sudore di chi ha lottato nel passato. Parole risuonate in Prefettura con la medaglia a Mario Corradetti, deportato in un lager. Parole che il vento ha portato lontano mentre veniva scoperta la targa dedicata ad Ada Natali, la sindaca dei poveri. Parole che hanno riempito la Sala dei Ritratti per ricordare Teresa Noce, una delle costituenti a cui si deve la legge sulla maternità di cui si parla solo l’8 marzo, incuranti dei ci un Paese che ancora non ha ben chiaro che una donna ha diritto di essere mamma e lavoratrice. Parole che fanno pensare a quanto sappiamo poco non solo della storia, c’è ancora chi viene bocciato agli esami perché pensa che Mussolini si sia suicidato, ma soprattutto di quel che ci circonda.

Si cercano splendidi esempi mediatici, come Perlasca o il ‘giusto’ Bartali, e non si guarda nel giardino del vicino. Non si mette piede a Servigliano, in quella casa della memoria che ricorda un Lugo in cui non si moriva, ma si andava verso la morte.

Si è chiusa la settimana e ora, purtroppo, una bela risata la memoria seppellirà. In f dei conti è carnevale. Ci sono le piazze da riempire con coriandoli e frappe. Giusto, il sorriso è mezza vita, ma la storia merita più di un settimana. 


Montegranaro, dove la palla ha spicchi troppo profondi

vitali raffaele web4

Accordo prevede che ci siano due parti su due posizioni distinte che si siedono, discutono e alla fine trovano una intesa. A Montegranaro questo però non avviene come in ogni città. Perché ogni cosa diventa una questione di principio, di rivalsa, di occasione per ritirare fuori vecchi problemi, invidie e incomprensioni.

Ancora di più quando si parla di basket, che al ‘Monte’ è parte integrante dell’anima dei cittadini. Il problema è che quella che sembrava essere una bella notizia, il riavvicinamento di chi ha tifato per i colori gialloblù della Sutor per decenni all’attuale prima squadra della città, la Poderosa, è diventata motivo di tensioni e, di nuovo, incomprensioni.

Perché i Rangers, ufficialmente, mai tiferanno una squadra diversa. E perché chi invece tiferà Poderosa lo farà di sua sponte, senza maglie e sigle. E lo farà per un solo motivo: per Montegranaro. Ecco che allora scrivere, come fatto, che i Rangers tornano alla Bombonera a tifare per una squadra della città diventa un problema. Non ci sarà mai lo striscione che ha girato l’Italia appeso alle balaustre se in campo non ci sarà la Sutor, quella vera come sostengono alcuni appassionati di Montegranaro.

Questa è la situazione ed è inutile porsi la domanda: ha senso tutto ciò? Perché è la realtà. Difficile forse da capire per chi non indossa quella maglia che ha girato tutti i palasport, dalla C alla serie A e oggi la D. E così, una notizia positiva diventa un problema. A quanto pare Montegranaro non è ancora pronta per superare le sue divisioni. Non lo è in politica, figuriamoci in campo dove la palla ha spicchi molto profondi.

Resta però il tentativo della società Poderosa di ricucire, di farlo legandosi al cuore, all’anima della città. Che sia cambiando i colori, dal giallonero al gialloblù, che sia cambiando nome, che sia provando a ricucire con i tifosi o decidendo di portare il Veregra Street a marzo alle finali nazionali di Coppa Italia. Ce la mettono tutta i Bigioni, ma la realtà a volte supera anche la fantasia.

direttore www.laprovinciadifermo.com - presidente Gruppo cronisti Marche

@raffaelevitali 

Terza corsia fino a Pedaso? Non basta la fede

vitali raffaele web4

Chi è pro parla di visione strategica territoriale. Chi è contro di penalizzazione e macellazione del territorio. Come uscirne? In fin dei conti sono solo quindici anni che si parla di prolungamento della terza corsia del’A14 fino a Pedaso, ovvero fino al termine dell’area della provincia di Fermo e prima dell’inizio del lungo e periglioso tratto fatto di gallerie.

Chi è a favore immagina opere compensative, che tali non più sono perché devono essere finalizzate al raggiungimento del casello. Opere che sarebbero incredibili, mirabolanti, dal valore di decine e decine di milioni di euro. Bretelle, Lungotenna, Mezzina e via dicendo con il nuovo ospedale come perno.

Chi è contro, guarda caso a Porto San Giorgio, dove tutto si fermò un paio di lustri fa, è perché invece non vede in nessuna opera compensativa un vero vantaggio, visto che di terra da dare alla società autostrade non ce ne è. Come decongestionare il traffico della Statale, come sostiene il ‘pro’ Cesetti? Un maxi tunnel? Quando in campagna elettorale lo propose Mandolesi, ma sul lungomare, a parte i sorrisi ironici altro non ci fu. E allora? Come fare?

L’errore di questa discussione è che si è partiti da una certezza: il fare la terza corsia, dando per scontato il sì a priori di tutti. Ma, come dice il sindaco sangiorgese Loira, che alla fine capitolerà, fosse altro per volere di partito, visto che il Pd è compatto per il sì, non esistono più atti di fede.

Servono piani comuni che vadano oltre le cartine mostrate in Provincia al presidente della regione Marche Ceriscioli, cartine che vadano oltre la Lungotenna e la Mezzina, opere che, guarda caso, piacciono a P.S.Elpidio e ai paesi dell’interno più lontani da P.S.Giorgio, unica città che, e su questo non ci sono dubbi, subirà l’impatto dell’ampliamento dell’A14.

Come convincere tutti? Trasformando la fede in strade e opere, vere e fattibili. Partendo però dalla Statale Adriatica e dalla Valtenna più che dal luccicante e vuoto diamante fuori dal nuovo e trafficato casello di P.S.Elpidio. La terza corsia serve e non solo perché altrimenti, amara verità, i soldi per fare infrastrutture non ci sono.

direttore www.laprovinciadifermo.com - presidente Gruppo cronisti Marche

@raffaelevitali 

Che peso ha una classifica? Stare in alto è meglio, Calcinaro insegna

rafscrivecolonnino

Sempre meglio stare in alto che in basso. Sempre meglio essere considerato uno dei migliori sindaci, seppur da soli sette mesi, che un medio o scarso amministratore. Per cui, vedere Fermo al quarto posto della classifica ‘Governance Poll 2016’ (600persone interpellate in ogni città tra novembre e dicembre) è un biglietto da visita che va ben oltre Paolo Calcinaro. Perché promuovere il primo cittadino significa promuovere la città, dandole lustro a livello nazionale.

Il sindaco errori è destinato a farne, ma Paolo Calcinaro parte da due vantaggi. Il primo lo riconosce sempre Mauro Torresi, il vulcanico assessore al Commercio: “Chi c’era prima era così poco amata che questo ci fa sembrare dei fenomeni”. Il secondo è che è giovane, simpatico e presenzialista: insomma, sa stare tra la gente. Ma non basta, come dimostra quel -10% rispetto al consenso elettorale di giugno 2015 che avrà notato anche lui (59,7 contro 69,9 dell’elezione).

È quarto e incarna alla perfezione la percezione che il cittadino ha secondo il Sole 24 Ore del sindaco: riferimento per la gente, intermediario con il Governo, portavoce dei problemi, risolutore. Insomma, un uomo solo al comando che deve saper fare marketing, vedi Pesaro con Ricci che è terzo e ha inventato anche il ‘rimborso da pioggia per chi va in vacanza’, e avere una base manageriale, come Brugnaro, sindaco di Venezia e presidente di Confindustria.

Ci sono primi cittadini eletti anni fa, altri al secondo mandato, come Castelli che vola con la sua Ascoli. Il tempo influisce e stare ai vertici dopo anni è un merito. Calcinaro è quarto (la Brambatti ha viaggiato tra la 48esima e la 93esima posizione), è fresco e può ancora crescere, sempre se non dimenticherà le parole dette a caldo: “Non siamo perfetti e gli errori possiamo farne e ne faremo, ma altrettanto certamente si può dire come i fermani abbiano recepito il nostro spirito di prossimità e di ascolto delle tante e varie realtà cittadine. Un incoraggiamento per quanto ancora vogliamo fare e faremo in futuro”. Ed è su quel ‘faremo’ che si giocherà davvero il + o – tra un anno.

direttore www.laprovinciadifermo.com - presidente Gruppo cronisti Marche

@raffaelevitali 

E 2016 sia

vitali raffaele web3Cosa ci offrirà il 2016? L’elenco è lungo, come quello che tutti i sindaci hanno stilato negli ultimi due giorni dell’anno. Fiumi di parole per riassumere quanto fatto, o che hanno pensato di fare, e qualche spunto sul futuro che compiaccia i cittadini. Ma senza soldi non è semplice amministrare, e lo è ancora meno quando ti indagano perché cerchi di fare bene un mestiere in cui prendi tra i 700 e i 2000 euro al mese.

Chi non ha parlato invece sono gli imprenditori. Nessun quadro finale, nessuna aspettativa, solo silenzio. Hanno paura, ma non vogliono dirlo. Sanno di essere, in tanti, nella mani della Russia, di quel Putin che il mondo avversa ma di cui poi ha bisogno. Vedere aziende storiche licenziare dipendenti è l’immagine più triste del 2015. Ma c’è anche l’altra faccia, ci sono le start up, c’è l’enogastronomia, c’è la meccatronica. Insomma, un calcio alla crisi non per forza parte dal basso. Ma senza Russia si andrà poco lontano.

Quello che vorremo noi per il 2016 è semplice: un sito migliore, una informazione puntuale, un maggior coinvolgimento delle realtà imprenditoriali per cercare di darvi maggiori notizie. Se questo territorio vuole ripartire, deve capire che investire in comunicazione è importante. Sempre che non creda di poter fare tutto da solo, senza chiedere a chi sa qualcosa di più.

C’è la carta stampata, che è affascinante e sicura, tangibile e stracciabile, ma non basta più. Se in America, in Inghilterra, in Cina sanno cosa succede nel Fermano è perché cliccano laprovinciadifermo.com, e non solo sia chiaro. Ma chi ci legge da fuori vuole di più. Vorrebbe approfondimenti maggiori, vorrebbe video, e ci stiamo attrezzando, vorrebbe che la nostra qualità crescesse. E mai come in questo caso, il volere dell’altro combacia con il nostro.

Che il 2016 ci porti tutto questo: una Russia sana, meno promesse e più lavori pubblici, più sponsor e quindi ancora più notizie. Poi, per tutto il resto c’è…fate voi. A ognuno il suo sogno. Buon 2016

direttore www.laprovinciadifermo.com - presidente Gruppo cronisti Marche

@raffaelevitali 

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