05242018Gio
Last updateGio, 24 Mag 2018 9am

facebook gplus 32 twitter  RSS icon

Iscriviti al nostro canale Youtube

Autotrasporto in crisi, la Cna: caro benzina e le aziende chiudono

Emiliano Tomassini 1

Da gennaio 2018 il prezzo del gasolio alla pompa sta aumentando costantemente, per un maggior costo che si attesta tra il 15% e il 20%: una voce che, per chi lavora con i mezzi di trasporto, “pesa” sui bilanci in maniera molto forte.

“Per le imprese dell’autotrasporto ogni giorno si rinnova una sfida, come tra Davide e Golia: se è vero che l’unione fa la forza, e questo i “piccoli” cercano ogni giorno anche organizzandosi sindacalmente come CNA Fita, è anche vero che occorre responsabilità da parte di chi può e deve decidere le scelte dell’economia e della politica”: è l’accorato appello di Emiliano Tomassini, portavoce territoriale della CNA Fita di Fermo, che aggiunge: “Le imprese dell’autotrasporto merci rischiano di essere stritolate, nella morsa di un mercato locale in difficoltà e da costi che crescono incontrollati e che non si riesce a recuperare in termini di aumenti dei propri costi di servizio. L’aumento vertiginoso del costo della benzina non porta a scegliere forme alternative di alimentazione motoristica, bensì a spegnere del tutto i motori e, purtroppo, mandare a casa dipendenti e titolari. Questi aumenti incontrollati rendono la situazione drammatica. Per noi è il primo punto nell’agenda dei nuovi governi, tempestività e provvedimenti nell’interesse delle imprese ma anche dei consumatori tutti”.

Analizzando i dati del settore dell’autotrasporto le preoccupazioni aumentano: già in questo inizio anno sono almeno 3 le aziende del trasposto merci conto terzi del Fermano che hanno chiuso. Il settore trasporti e magazzinaggio nel complessivo, al 30 aprile 2018, conta un totale di 317 imprese attive, quando al 30 aprile del 2010 erano esattamente 100 di più cioè 417, e si era già in pieno effetto crisi.

“Ormai restano poco più di 200 imprese nel settore merci – è l’allarme di Alessandro Migliore Direttore della CNA Territoriale di Fermo - in 8 anni hanno chiuso 100 imprese: un patrimonio di competenze e di lavoro che se ne è andato. Il settore ha perso il 23,98% delle imprese che aveva 8 anni fa, mentre il complessivo delle aziende attive in CCIAA di Fermo nello stesso periodo si è ridotto del 9,86%. Uno scarto che impone interrogativi. Non basta la nostra vicinanza alle imprese: occorrono misure serie ed immediate con trattamenti adeguati per il settore”.

Conclude Tomassini: “Se la politica è in cerca di fiducia, è ormai passato troppo tempo per dimostrare la capacità di incidere con scelte che almeno limitino i danni e contengano l’emorragia dei bilanci. Purtroppo le imprese dell’autotrasporto non fanno rumore quando chiudono i battenti e quando in tante sono spinte alla chiusura da un sistema complesso che non tutela i diritti e che aggrava di adempimenti”.


I sindacati: "Non è un Paese civile quello che fa rischiare la vita ai suoi figli"

crolloiti2

* Presso l'Istituto Tecnologico Montani di Fermo alle ore 7.20 è crollato il tetto di un’aula del triennio. Per pura casualità non si sono avute vittime tra gli studenti e il personale dellauola; ATA. È l'ennesimo crollo di una scuola pubblica italiana, anzi di una scuola che ha reso famoso il territorio fermano per la sua tradizione storica.

Non si conoscono ancora le cause di questo crollo ma sembra assurdo che, dopo i tremendi sismi che hanno colpito la nostra zona, si possano verificare situazioni del genere. I controlli di agibilità effettuati nelle strutture scolastiche avrebbero dovuto evidenziare situazioni di potenziale pericolo e in particolar modo di eventuali pericoli di crollo come avvenuto all'ITT Montani.

Più volte, come OO.SS. abbiamo denunciato la situazione disastrosa delle strutture pubbliche scolastiche italiane, nei prossimi giorni chiederemo nuovamente alle autorità responsabili le reali condizioni degli edifici scolastici della nostra regione e in che modo si vorranno orientare i necessari investimenti.

Occorre un piano di investimenti strutturali nella scuola pubblica e non procedere a riforme che da una parte vanno solo a colpire il personale della scuola e dall'altra parte ad operare in maniera propagandistica e di facciata. La scuola deve tornare a essere bene comune, come previsto dalla nostra Costituzione. La magistratura faccia luce sulle responsabilità del crollo e noi come OO.SS. saremo pronti a intraprendere tutte le azioni necessarie.

Non è un Paese civile quello che tollera morti sul lavoro e fa rischiare la vita ai suoi figli che si recano ogni giorno a scuola.

* CGIL CISL UIL di Fermo

Contrada Castello, un super Consiglio per il priore Marco Mancini

Elezioni direttivo Castello 1

* L'entusiasmo dei contradaioli ha portato ad allargare il direttivo a 26 consiglieri che si divideranno i crescenti impegni. Già ufficializzate anche tutte le cariche.

Si sono svolte le elezioni del nuovo direttivo di Contrada Castello, i contradaioli sono accorsi al seggio e hanno partecipato con grande interesse.

Marco Mancini è stato confermato priore della Sforzesca per il secondo mandato. Attivo in contrada da sempre, Mancini riceverà per la seconda volta la solenne investitura con il medaglione e la cappa priorale.

Il nuovo direttivo della Contrada Castello è quindi così composto:

Marco Mancini priore; Emanuele Bianchi vicepriore, tesoriere, responsabile tiro alla fune; Stefano Manciola vicepriore, cancelliere, responsabile tamburini; Massimo Temperini vicepriore e storico di contrada.

Questo il consiglio con relativi incarichi: Paolo Bartolomei stampa e comunicazione; Tea Belà cucina; Maria Bertola cancelliere, cerimoniera; Beatrice Brandimarte sartoria; Lucrezia Cocci tamburini, feste e giovani; Maria Frinconi cucina; Alieto Giammarini tiro con l'arco; Erika Giommarini cerimoniera; Elisabetta Machado tamburini, sartoria, feste e giovani; Marco Mancini oltre ad essere il priore è anche il responsabile delal corsa al palio; Giuseppe Mazzocconi magazzino e logistica, servizio fotografico; Francesco Matacotta feste e giovani; Barbara Montanini tamburini, feste e giovani; Juri Palmucci responsabile corsa al palio; Sofia Piergallini feste e giovani; Luca Porta magazzino e logistica, feste e giovani; Giorgio Prugnoletti magazzino e logistica; Aleandro Rossignoli feste e giovani; infine Enio Ruggeri, Giuliano Sabbatini, Paolo Sandroni, Santarelli Emanuele e Cristian Seghetta sono anche loro responsabili del magazzino e logistica insieme agli altri già indicati.

Le prime parole del priore riconfermato: “Sono contento dell'entusiasmo che si è venuto a creare in contrada, della risposta dei contradaioli, della composizione del nuovo direttivo allargato per dare più spazio a tutti; i tre anni passati sono stati intensi e culminati con la vittoria del Palio 2017, ce ne aspettano altrettanti con ugual impegno. Vorrei concludere ricordando che la contrada è aperta a tutti, bambini giovani e adulti che desiderano occupare un po’ del loro tempo libero in un ambiente allegro ed accogliente”.

*Ufficio Stampa Contrada Castello

Ricciatti: "Costituzione e Resistenza, noi ci saremo sempre"

lararicciatti FOTINA

* Il 25 Aprile saremo, come sempre, presenti ai cortei cittadini a fianco dell’Anpi. Lo facciamo perché lo riteniamo una commemorazione e perché sentiamo - oggi più che mai - l’esigenza di riportare in piazza la nostra Costituzione, figlia della battaglia per la Resistenza.

Anche le Marche che si sono sempre caratterizzate per un forte impegno democratico e per una cultura marcatamente antifascista, sono state ferite da gravi episodi che nell’ultimo anno ci hanno contraddistinto per deprecabili fatti che abbiamo condannato senza sé e senza ma: dalla targa di Anna Frank imbrattata, a svastiche che sporcando muri, dai rigurgiti negazionisti fino ad arrivare alla ribalta dei media nazionali per gli auguri ad Hitler per il suo centoventinovesimo compleanno da parte di un vice preside nell’ascolano. 

Assistiamo allibiti a forze xenofobe che si richiamano a valori incostituzionali che si riorganizzano, che presidiano il territorio, che parlano di invasione e generano paura. Abbiamo la convinzione che ad esse non vada concessa alcuna cittadinanza politica, per questo abbiamo promosso nei consigli comunali dove siamo presenti atti formali in cui non si concedano spazi pubblici a chi non rispetta il nostro dettato Costituzionale.

Solo per puro caso a Macerata si è scongiurato il peggio ma quella tentata strage doveva essere evitata, censurando chi, nelle Istituzioni e nel Paese, soffia sul fuoco dell’intolleranza alimentando discriminazioni etniche e razziali. Non basta più indignarsi davanti alle dichiarazioni inneggianti forni crematori od al ritorno del duce perché quelle pagine di storia le abbiamo studiate e non abbiamo dubbi: sappiamo da che parte stare. 

I numerosi attacchi all’Anpi dimostrano quanto bisogno ci sia, nella politica e nella società, di tornare a raccontare cosa fu la Resistenza e cosa significò scegliere di essere orgogliosamente antifascisti. Lo dobbiamo ai partigiani e lo dobbiamo ai nostri giovani, perché un Paese senza memoria è un Paese senza futuro.

* Lara Ricciatti, LeU

Facebook, Cambridge Analytica e il doping tecnologico: quali effetti?

Sono un professionista del mondo digitale da anni impegnato nella realizzazione di sistemi software. Come tanti della mia epoca abbiamo cominciato nel garage di casa perché era l’unico luogo dove era possibile pensare a come cambiare il mondo dalla nostra tastiera. Oggi chi è in grado di fare reale cambiamento sono le grandi aziende multinazionali. Siamo entrati nel mondo della digital transformation (Trasformazione digitale).

gaetanoascenzifotino


In questi giorni siamo tutti coinvolti nelle vicende che intrecciano Facebook con Cambridge Analytica. Una vicenda che ha portato alla luce quanto era noto da sempre. L’elemento da analizzare non è tanto lo scandalo legato all’uso improprio dei dati personali ma perché dopo un anno che era tutto chiaro, proprio adesso è scoppiato lo scandalo. Il Guardian a marzo del 2017 (poco dopo l’approfondimento su Limes in Italia, ndr) ha pubblicato un interessante articolo che sostanzialmente già rivelava tutti i dettagli che solo ora sono stati fatti percepire, in tutta la loro gravità, all’ opinione pubblica mondiale. Non penso sia casuale che nello stesso ciclo di articoli si parlasse degli intrecci (tecnologici) tra il successo della Brexit e l’elezione di Trump. In questo caso, al contrario, l’opinione pubblica mondiale non è stata ancora coinvolta, perché?

Nel secolo scorso il tecnologo, difronte a queste domande, si sarebbe fermato e avrebbe detto: “lascio l’interpretazione della situazione a sociologi o politologi”. Oggi purtroppo non è più così, perché il concetto di informazione e orientamento delle masse è essenzialmente correlato a sistemi tecnologici. È perfettamente valida una riflessione tecnica per capire come sta cambiando il concetto di informazione. Il fulcro di tutto è in una allocuzione: “intelligenza artificiale”. La potenza elaborativa a cui sono arrivati i sistemi digitali, permette di analizzare e valutare quantità di dati estremamente rilevanti. Il risultato è la possibilità di avere analisi accurate di fenomeni di ogni genere, purché ripetitivi. A questo si affianca la possibilità di analizzare dati per imparare ad analizzare gli stessi dati in maniera sempre più accurata. È la capacità di apprendimento artificiale che oggi va sotto l’allocuzione di “Machine learning”.

Con i tecnicismi mi fermo qui. Vorrei analizzare il risultato anche perché la nostra vita futura sarà influenzata in maniera determinante da questi meccanismi e la linea di confine tra lecito e illecito, tra corretto e scorretto sarà sempre più labile difronte al significato che verrà dato alla parola privacy.

Un esempio: quando un atleta fa uso di sostanze chimiche per alterare le sue prestazioni fisiche si dice che pratica doping. Il confine tra lecito e illecito è tracciato chiaramente attraverso l’identificazione di sostanze e relative dosi. Nel mondo digitale e soprattutto in ambiti come il marketing questo confine non è netto. Al contrario, vige una sorta di anarchia per cui è lecito utilizzare ogni forma di intelligenza artificiale per raggiungere precisi obiettivi, solitamente commerciali. Non basta: ormai si parla di Ingegneria sociale o di psicometria termini che in se stessi collegano contenuti tecnologico/matematici a scienze umane, è una contraddizione. La stessa forma di intelligenza artificiale può essere usata per fare informazione e disinformazione proiettandoci in un mondo dove lo stesso sistema di analisi può decidere, in base a precisi input umani, come dosare le informazioni in base al sentimento dell’opinione pubblica, calcolato dalla macchina. Alla fine siamo davanti a sistemi in grado di dosare il flusso e il tipo delle informazioni in funzione di come la macchina ha valutato il pubblico target. Quanto ho scritto non è fantascienza ma è esattamente cosa ha fatto Cambridge Analytica.

Allora è chiaro, lo scandalo Facebook è uscito allo scoperto adesso perché attraverso l’analisi automatica di un campione significativo di persone in tutto il globo, il sistema digitale ha segnalato, ad un gruppo di potere, che il tempo era maturo per far scoppiare lo scandalo. Ovviamente tutto lo scenario è gestito attraverso un sistema di intelligenza artificiale uguale a quello di Cambridge Analityca ma usato contro di lei. Se nel secolo scorso, ad orientare le masse erano i grandi pensatori, visibili in carne e ossa, oggi il rischio è che le masse siano facilmente orientabili attraverso sistemi di elaborazione in grado di generare artificialmente effetti sedativi o eccitanti cambiando il peso delle variabili all’ interno di un sistema di calcolo automatico.

Dopo questa lettura penserete che leggo troppi libri di fantascienza ma come diceva un politico italiano del secolo scorso che non ha mai usato il computer “a pensare male si fa peccato ma non si sbaglia mai”. La prossima rubrica, tra due settimane, sarà dedicata a cosa fare per non essere soggetti passivi difronte a questa rivoluzione tecnologica. Per chi vuole crearsi una opinione vi consiglio di leggere i tre articoli di cui trovate i link di seguito.

https://www.theguardian.com/technology/2017/oct/26/cambridge-analytica-used-data-from-facebook-and-politico-to-help-trump?CMP=Share_iOSApp_Other

https://www.theguardian.com/politics/2017/mar/04/nigel-oakes-cambridge-analytica-what-role-brexit-trump?CMP=Share_iOSApp_Other

https://www.theguardian.com/commentisfree/2017/feb/02/corporate-dark-money-power-atlantic-lobbyists-brexit

Esperto di processi di trasformazione digitale in ambito industrial, services, finance, aerospace and defence. Business Analist e Project manager in progetti di tipo ICT

Sciapichetti: "Pensili caduti nelle Sae, chi sbaglia paga"

L'assessore regionale alla Protezione civile delle Marche Angelo Sciapichetti che intende fare chiarezza sul crollo di alcuni pensili in sei casette tra Pieve Torina e Muccia dopo la scossa di magnitudo 4.6, di martedi' mattina.

sciapichetti

"Un errore imperdonabile e chi sbaglia deve pagare. La Regione ha gia' chiesto una relazione tecnica che individui responsabilita' e conseguentemente il possibile risarcimento dei danni- continua-. Non possono continuare a rimetterci i cittadini. Chi lavora nel sisma deve mettere massima attenzione in tutto quello che viene realizzato perche' anche un pensile caduto puo' ingenerare insicurezza in una popolazione gia' provata da mesi di scosse. È ormai da tempo che la Regione Marche chiede alle ditte maggiore attenzione e il potenziamento della manodopera nei cantieri proprio per permettere a tutti di lavorare con la dovuta accuratezza e minor superficialita' possibile".

Sciapichetti ricorda infine che "non sono stati segnalati altri casi nei Comuni dove sono state consegnate piu' di 1300 Sae". 

Giovani in agricoltura: pronti 17 milioni dalla regione Marche

Per favorire l'insediamento e gli investimenti aziendali dei giovani agricoltori nelle aree del cratere sismico la Giunta Regionale ha approvato il "pacchetto giovani". I ragazzi che intraprendono l'attività agricola hanno a disposizione 17,5 milioni di euro che verranno assegnati attraverso tre bandi. I primi due: aiuti all'avviamento e sostegno agli investimenti agricoli, sono in corso di pubblicazione, mentre il terzo (sviluppo delle attività non agricole) sarà emanato entro il mese corrente.

"La Regione investe fortemente sulle nuove generazioni che intraprendono l'attività agricola. Favorire l'insediamento dei giovani migliora la competitività delle imprese, grazie al maggiore dinamismo che sanno infondere – commenta la vice presidente Anna Casini, assessore all'Agricoltura – Il rilancio delle zone terremotate non può prescindere dalla volontà di costruire il futuro e il futuro sono i giovani. Con le risorse del Programma di sviluppo rurale (PSR), incrementate attraverso i 159,2 milioni aggiuntivi della solidarietà riconosciuti alle Marche, ricostruiremo il tessuto economico e produttivo che era fondato sull'attività agricola e zootecnica, migliorando le opportunità esistenti e valorizzando le peculiarità che i territori possono vantare". Il "pacchetto giovani" per le aree del cratere sismico prevede un aiuto per l'avviamento aziendale agricolo che varia tra i 40 e i 60 mila euro.

Beneficiari sono i giovani agricoltori di età compresa tra i 18 e i 40 anni che si insediano per la prima volta. Coloro che hanno i requisiti previsti da questo bando (pubblicato il 4 aprile, con una dotazione di 6 milioni di euro), potranno accedere anche ai contributi degli altri due del "pacchetto": finanziamenti per gli investimenti aziendali agricoli (bando il 5 aprile con 7,5 milioni disponibili) e non agricoli (in uscita entro il mese con 4 milioni di euro). Rispetto ai bandi delle precedenti programmazioni del Psr, quello che sostiene gli investimenti aziendali non agricoli, oltre a finanziare l'avvio di agriturismi, le attività dell'agricoltura sociale (agri nido e longevità attiva) e la trasformazione dei prodotti agricoli, favorisce la realizzazione di punti vendita extraaziendali per la commercializzazione dei prodotti. "Un ulteriore sostegno per rilanciare le attività tipiche delle zone terremotate che richiamavano consumatori attenti alla qualità e alla genuinità del cibo prodotto localmente", conclude Casini.

Pennacchio, il vescovo tra i carcerati

pennacchiocarcere

Dopo il Papa, che ha lavato i piedi ai detenuti il giovedì Santo, è tornato nella casa di reclusione di Fermo il vescovo Rocco Pennacchio, è già la seconda volta dall'avvio del mandato dell'arcivescovo che passa in visita ai detenuti e celebra per loro messa, per una vicinanza reale che è fatta anche di riflessione e di condivisione di alcuni momenti emozionanti.

Il vescovo, accompagnato da don Michele Rogante, ha invitato le persone presenti a trovare nel cuore le ragioni della rinascita, con un momento di preghiera e di umiltà, per ritrovare dentro di sé le ragioni per andare avanti.

Una visita molto gradita dalla direttrice della casa di reclusione, Eleonora Consoli, per un momento di sollievo che vale per tutti coloro che si trovano in carcere e lontani dalle famiglie, in questi giorni di festa.

Soccer Dream Montepacini: vittoria e super torta

soccerdreamdebutto

Esordio con vittoria per il Soccer Dream Montepacini sabato 31 marzo al Firmum village nella prima del campionato di IV categoria di calcio a 7, promosso dalla Federazione Italiana Gioco Calcio. Un "uno due" micidiale del duo d'attacco, il capitano Michele Cappella  e Davide Capponi, ha assicurato sin dai primi minuti di gioco la vittoria alla squadra di Montepacini, che ha concluso in scioltezza  anche il secondo tempo, controllando la partita e il risultato, forte in difesa dei rocciosi e instancabili Matteo Tramannoni ed Edoardo Palazzetti e del portiere Simona Dalmenghi. Per la F.I.G.C. era presente Danilo Oppesidano ( nella foto con Michele Cappella ) per inaugurare la prima giornata  ed assicurare il  pieno rispetto delle regole di quello che è,  a tutti gli  effetti, un vero campionato riservato alle persone disabili.

La seconda partita ufficiale in programma se la è aggiudicata la formazione della Stella del Mare di San Benedetto  per 3 - 0 a tavolino sul Potenza Picena, formazione composta esclusivamente da ragazzi  con sindrome di down, per mancanza del numero minimo  necessario di giocatori di quest'ultima. La Stella del Mare e il Potenza Picena hanno disputato, tuttavia, una partita amichevole in cui hanno avuto modo di entrare in campo anche i giovanissimi del Potenza Picena. La mattinata si è conclusa con altre due partite amichevoli per favorire la conoscenza reciproca e l'amicizia tra i giocatori di tutte le squadre e con un momento conviviale : penne all'arrabbiata ( chef Massimo Catinari ) e panini con salame e lonzino ( lavorazione  artigianale  di Candido Capponi ) per tutti.

L' associazione "Incompresi", da sempre vicina e solidale con il progetto di Montepacini, non ha voluto far mancare, neppure in questa circostanza,  il proprio sostegno per la prima di campionato, realizzando una buonissima e bellissima torta per 100 persone ( pasticciere Roberto Tomassoni ) con i colori della Fermana Calcio e del Soccer Dream ( nella foto ). Soddisfatti gli allenatori  del Soccer Dream  Francesco D'Addio e Marco Calcinaro e lo staff della squadra che guardano con fiducia al prossimo appuntamento in programma sabato 28 aprile ad Ascoli Piceno. 

 
 

La Pasqua di Don Franco Monterubbianesi

donfrancoprimopiano

* Questa lettera agli Amici tutti vale come messaggio per l’impegno di tutti, anche degli amici politici, nella loro buona volontà di aiutarci a portare avanti la progettualità comune. 
Nella sua ampiezza, che parte dalla Mistica, per estendersi poi a Roma, e infine alla regione Lazio. Secondo lo spirito e le azioni che stiamo intravvedendo, risolutive anche della crisi della politica, di una sinistra che va rigenerata nei suoi fondamenti anche attraverso la nostra azione nel territorio

Questo per gli avvenimenti elettorali recenti, se andiamo a fondo nella necessaria riflessione. Siamo nel tempo dell’attuazione possibile di una vera democrazia sostanziale, di tutti i cittadini partecipi, che sappia interloquire, in verità e rispetto, con la democrazia rappresentativa. Quella democrazia rappresentativa che purtroppo negli ultimi tempi si è distaccata dalla società e dai suoi bisogni. Vedasi, e noi siamo i primi a subirlo come Terzo Settore e ad esserne testimoni, la faccenda del welfare sociale che è stato tradito, da molto tempo, dalla sinistra. Mentre ne doveva essere il nume tutelare. Tutto ciò è innegabile. Lo abbiamo patito nella sostanza del nostro modello della Comunità di Roma, mai riconosciuto a dovere, e nelle conseguenze economiche di tale abbandono, che stiamo pagando duramente

Ma come ci dice Papa Francesco, è ora, per il Terzo Settore, di alzare la testa, di non essere più soltanto tappabuchi, ma pretendere rispetto della nostra azione, che facciamo contro ogni emarginazione, e  pretendere dalle istituzioni un vero coinvolgimento totale di progettazione comune. Ora per il rilancio del welfare sociale, pena la decadenza ulteriore della società, oggi frammentata all’estremo

In una maniera con cui ci si fa tutti veri partecipi, e i cittadini vengano coinvolti il più possibile, territorio per territorio, in una vera autorganizzazione comunitaria, in cui deve contare il partire insieme con le istituzioni dai problemi, e affrontarli sempre insieme per far ripartire una vera politica dal basso, con le forze reali, sociali e politiche, che possano risolverli, anche se in tempi lunghi o brevi che siano.

Ridando soprattutto agli enti locali, oggi emarginati, ai loro coordinamenti, la forza di attuare i cambiamenti, coinvolgendo tutti. E’ in fondo lo spirito dell’art. 3, comma 2 della Costituzione, che dobbiamo attuare nel rimuovere, noi tutti, gli ostacoli per la partecipazione di ogni persona, qualsiasi sia la propria condizione di debolezza, allo sviluppo del bene comune.

Un grande afflato di una nuova politica, che rifaccia l’unione dei politici alla base, ai suoi bisogni, superando per sempre la società degli interessi, che ha prevalso dopo il delitto Moro in Italia e nel mondo, con le politiche neoliberiste. La sinistra, da quel tempo, ha perso la sua identità, il suo midollo, snaturandosi nei giochi di potere e non più del servizio. Devono essere i cittadini, e in questo c’è tutto un lavoro culturale da fare, che oggi, uscendo dal facile qualunquismo di delegare sempre agli altri, si assumano invece la responsabilità personale di affrontare i problemi in proprio. I problemi che i territori hanno, uscendo dalla facile indifferenza, dalla solitudine dei puri rancori, come il CENSIS oggi ci ammonisce.

Allora dobbiamo creare con i cittadini più sensibili, avviandoli con concretezza e gradualità, presidi politici di base territoriale, da cui nasceranno leader naturali, attivi a creare insieme agli altri comunità di azione e di riflessione dei cittadini che si autorganizzato, territorio per territorio, per risolvere i problemi. Questa azione di coinvolgimento della base è oggi essenziale. Noi del Terzo Settore, già organizzati sul sociale, ma soli, dobbiamo, rinascendo anche noi a noi stessi, dare una mano sostanziale a che si crei tale movimento insieme ai cittadini, fatti responsabili, non solo inquieti, e inconcludenti

Tutto ciò in un’ottica non più assistenziale dei servizi stessi che coinvolga i servizi di base che resistono, non più assistenziali dei servizi stessi, ma di protagonismo delle persone in difficoltà, per coinvolgerle invece nella loro dignità di vita e di lavoro. Anche come risorsa per una economia sociale fatta di buone prassi sui territori. E’ l’Italia che resiste. Tutti i problemi di emarginazione che hanno le periferie devono essere affrontati, e noi ci proponiamo di partire partire dalla Mistica, di coinvolgere poi il protagonismo della Comunità di Roma per affrontare i problemi di essa, e in fine, mano a mano con le realtà positive alleate che abbiamo, affrontare i problemi delle varie province del Lazio

Su un problema dobbiamo eccellere nella risposta, che ha la particolarità di essere centrale, e può coinvolgere gli altri problemi: il problema del “dopo di noi”, che coinvolge in maniera assoluta le famiglie dei disabili, quando i loro figli rimarranno soli.

Siamo stati noi, con le famiglie, a volere la legge 112/2016 sul “dopo di noi”. Tocca ora realizzarla soprattutto all’art. 4, per il processo di autonomia che dobbiamo dare ai disabili prima che i genitori scompaiano. Secondo l’ISTAT è la sorte di 250mila disabili che oggi vivono in famiglia. Sono le famiglie e i giovani che ben preparati ad essere operatori del “dopo di noi”, in un processo di formazione adeguato, che devono accompagnare tale processo, in “strutture” adeguate per il “prima del dopo”. I giovani vanno sensibilizzati a questa idealità possibile sin dalla scuola, dove tale idealità di vita e di lavoro futura con i disabili deve essere trasmessa alle nuove generazioni, perché la sposino sin dall’inizio della loro convivenza nelle scuole, con i disabili, integrati in essa.

In tale processo, noi di Capodarco possiamo coinvolgere, per questo aspetto educativo, il CESC-project. Ma da tale processo nelle scuole bisogna passare poi all’integrazione di vita e di lavoro nel territorio, con l’economia sociale delle tante buone prassi in cui i giovani vanno coinvolti come primi attori di ciò che si può creare. Da qui il nostro rapporto con l’università di Tor Vergata, con una economia sociale da attivare.

L’economia sociale da attivare: un ambito molto adatto a questa integrazione di vita e di lavoro è l’agricoltura sociale, che noi, per nostra parte abbiamo saputo promuovere a livello nazionale con il forum nazionale dell’Agricoltura Sociale, la cui sede è proprio alla Tenuta della Mistica di Roma, dove il nostro progetto è già attivo nel territorio della Prenestina. La Mistica è una grande enclave agricola, con tante potenzialità per una agricoltura multifunzionale, dove la terra da curare in maniera più adeguata è anche la terra che ci cura; in Italia abbiamo anche la legge 141/2015 sull’agricoltura sociale. Sul piano nazionale, sono tanto meravigliose le realtà di accoglienza per la disabilità che si stanno facendo.

Deve nascere nel territorio tale sensibilità di partecipazione dei cristiani, attivando queste comunità territoriali autorganizzate, da creare possibilmente parrocchia per parrocchia. E’ il cristianesimo veramente coinvolgente i poveri e i più deboli, che si deve trasmettere alle nuove generazioni, come loro ideale possibile, ma anche come occupazione vera di lavoro. La crisi educativa che abbiamo nei confronti delle nuove generazioni si risolverà nel ridare loro idealità di servizio in termini concreti. E’ un rinascere anche della Chiesa. La carità che è l’anima della Chiesa, perché è il Cristo che la vive con noi, si deve fare attiva nelle opere, non nel pietismo facile e non risolutivo, ma nell’operosità dei giovani con cui la carità deve divenire speranza concreta, di cambiamento delle cose. I giovani si misureranno in esso nella loro azione forte e coraggiosa, di servizio, unito al protagonismo dei poveri.

Tutto ciò partendo dalla realtà locale, in cui si costruisce un vero cambiamento ambientale delle cose che non vanno, in una bellezza di convivialità. Sino alla dimensione più globale, su cui preparare i giovani sin da ora per una Europa da ricostruire nel suo valore umano e cristiano, voluto dai suoi fondatori. Avremo le elezioni nel 2019 da preparare negli animi e nelle coscienze, soprattutto dei giovani. La politica europea è degenerata in maniera sostanziale nella politica del rifiuto dei migranti, e in una conduzione assurda dei problemi internazionali, dove è del tutto assente la solidarietà, ma soprattutto la giustizia.

Ai giovani dobbiamo trasmettere questo senso critico, per agire di conseguenza con loro, in unione ai grandi movimenti che si stanno facendo su tale piano. Così ci dobbiamo proporre (e sarà molto significativo per l’ambito di lavoro agricolo dove possono e sono già preziosi) l’accoglienza e la vera inclusione dei giovani migranti. Per adesso nel territorio di Roma Est e in tale progetto del “dopo di noi”. In tale territorio, c’è anche una funzione da sviluppare per un nuovo rapporto intergenerazionale tra giovani ed anziani, in un reciproco servizio. E’ un grande bisogno delle periferie abbandonate, dove l’anziano vive la sua estrema solitudine, mentre anche lui può essere risorsa di cambiamento. Lo spazio agricolo della Mistica deve diventare una grande risorsa per rilanciare la convivialità degli abitanti dei vari quartieri circostanti.

Il progetto Mistica così sta iniziando. Eleggiamo Papa Francesco, come la guida spirituale che tutti dobbiamo seguire nel territorio, seguendo i suoi  vari ammonimenti, per l’intelligenza vera delle cose, e nella buona volontà delle azioni di tutti noi, in cui ci dobbiamo coinvolgere con umiltà, ma grande passione.

La Pasqua che viene è la certezza che veramente uniti ai poveri, resi protagonisti con i giovani condividenti, le cose cambieranno nella forza della Resurrezione del Cristo. Uniti anche tra noi, così vi ricordo il Comitato di sostegno che dobbiamo mettere in piedi.

* Don Franco Monterubbianesi

Rischi e vantaggi di uno smartphone: servono Famiglie 4.0

Un tempo il garage di casa  era l’ unico luogo dove era possibile pensare a come cambiare il mondo dalla nostra tastiera. Oggi chi è in grado di fare reale cambiamento sono le grandi aziende multinazionali del digitale. Questo sta generando un fenomeno che si chiama digital transformation (Trasformazione digitale).

gaetanoascenzifotino


Si parla, si legge e si scrive di Industria 4.0, ma penso sia necessario cominciare a pensare che forse il cambiamento deve arrivare anche nelle famiglie che sempre più spesso si devono misurare con argomenti educativi che sono frettolosamente confusi con la capacità dei figli di saper usare strumenti tecnologici. Spesso mi chiedono di svolgere corsi di sicurezza ai ragazzi delle scuole e sempre mi rifiuto, non per mancanza di tempo o per impegni ma per una precisa convinzione: “Questi corsi non servono ai nativi digitali ma ai loro genitori”.

Il punto è proprio questo: muoversi nella rete in sicurezza non è un fatto tecnico ma una impostazione educativa e i genitori di oggi sono estremamente male-educati nell’affrontare internet per non parlare dei social. Al di là di qualsiasi corso, i ragazzi tendono a imitare i genitori e questi sono inadeguati a dare regole di corretta gestione del mondo digitale. A questo punto, il ragazzo che partecipa a corsi di sicurezza, invece di seguire i consigli dell’esperto, si allinea all’ignoranza del genitore, è più facile. Peccato che i risultati sono devastanti. L’uso sconsiderato dei social è ormai costante, la voglia di apparire sovrasta anche il buon senso. Dico questo perché ormai non c’è più razionalità. Uno smartphone è diventato, in più di un caso, uno strumento per indurre al suicidio.

Nonostante questo, si perdura nei nostri errori di genitori. Nei miei corsi ai genitori spesso faccio questa domanda “voi affidereste, a vostro figlio dodicenne, la guida dell’auto?”. Tutti rispondono di no. Al contrario chiedo: “Quanti dei vostri figli dodicenni ha uno smartphone?”. Tutti rispondono di sì, senza percepire che i rischi correlati ad una automobile e a un cellulare sono gli stessi, semplicemente l’automobile fa percepire un rischio diretto, lo smartphone fa percepire un rischio indiretto.

L’apoteosi viene raggiunta quando mi faccio dare il nome e cognome, a caso, di uno dei genitori presenti e comincio a navigare il suo profilo facebook (ovviamente nella parte pubblica). Comincio a descrivere i post e ad analizzare le foto per far capire quanto può dire, ad esempio, una fotografia apparentemente innocente. Ebbene la reazione media della persona osservata è di fastidio (qualche volta anche di rabbia nei miei confronti) e questo è incredibile perché quei dati e quelle foto le ha pubblicate liberamente proprio lui e le ha messe a disposizione di 3 miliardi di utenti! Alla fine, perché ci stupiamo di ragazzi che pubblicano foto in atteggiamenti intimi o di ragazzi che, in età adulta, sono scartati ai colloqui di lavoro perché su Facebook hanno pubblicato, 6 anni prima, una foto non coerente con il profilo che l’azienda sta cercando.

Come dico e scrivo, non è un problema di preparazione tecnica. Il mondo è cambiato e anche l’educazione deve cambiare e deve diventare coerente con la Famiglia 4.0, non per proibire ma per dare i giusti strumenti per affrontare correttamente la rivoluzione digitale e tutto quello che di positivo e negativo si porta dietro.

Esperto di processi di trasformazione digitale in ambito industrial, services, finance, aerospace and defence. Business Analist e Project manager in progetti di tipo ICT

Contesa del pallino, la grande vittoria di Santa Croce

premiazione vincitori
Si è chiusa l'edizione 2018 con un partita tiratissima tra le delegazioni foranee della Contesa del Secchio Santa Croce e Castel di Castro, quest' ultima capitola a pochi punti dalla fine dove Santa Croce in un primo momento in vantaggio poi in crisi, riesce a strappare gli ultimi 3 punti decisivi. Giocatori di alto livello per entrambe le squadre e pubblico appassionato, che regala uno scrosciante applauso alla vincitrice quando era già scoccata la mezzanotte. Onore ai vincitori da parte di tutte le componenti della Contesa, presenti le insegne ed i vertici di tutte le Contrade e Delegazioni, accompagnate dai musici della Contrada Cavaliera Sant'Elpidio.Presenti nel corso della serata i rappresentanti del Comune, l'assessore Matteo Verdecchia ed il Consigliere Comunale Paolo Maurizi, che hanno premiato rispettivamente la squadra vincitrice con la medaglia d'oro e la seconda classificata con la medaglia d'argento.
 
"Ringrazio quanti si sono adoperati per il consolidamento di questo evento nel cartellone generale delle iniziative promosse dalla Contesa del Secchio;in particolare il presidente della Bocciofila Elpidiense Alberto Spreca, l'assessore allo sport Matteo  Verdecchia - dice la presidente dell'Ente Contesa del Secchio, Alessandra Gramigna -  L'idea che dobbiamo condividere su questa iniziativa è quella di veicolare con essa l'importanza dell'aggregazione sociale cittadina collegata alla capacità di veicolare fuori dai confini cittadini la Contesa del Secchio coinvolgendo giocatori di alto livello di rilievo regionale e non solo e con loro un pubblico extra territoriale. Sono particolarmente felice che le delegazioni foranee abbiamo raggiunto questo obiettivo, segno questo che nel corso del tempo divengono inequivocabilmente parte integrante del sistema Contesa, ci prepariamo ora ad avviare le iniziative del cartellone storico 2018 con le sue tante novita".

Abbiamo bisogno di strade o fibra ottica?

Sono un professionista del mondo digitale da anni impegnato nella realizzazione di sistemi software. Come tanti della mia epoca abbiamo cominciato nel garage di casa perché era l’ unico luogo dove era possibile pensare a come cambiare il mondo dalla nostra tastiera. Oggi di quella visione è cambiata solo la dimensione: chi è in grado di fare reale cambiamento sono le grandi aziende multinazionali del digitale che avendo bilanci simili a Stati sono ormai in grado di imporre il cambiamento. Questo sta generando un fenomeno che si chiama digital transformation (Trasformazione digitale).

gaetanoascenzifotino

"Meno volumi". San Michele Terra vista da Calcinaro

* In Consiglio un momento importantissimo: innanzitutto, e soprattutto, possiamo dire che il Comune di Fermo, e i suoi cittadini, evitano quello che sarebbe stato un colpo veramente impattante sulle casse pubbliche e, di conseguenza sui servizi per tutta la comunità fermana.

Oggi si va a portare verso la chiusura un procedimento risarcitorio che, a dicembre, avrebbe visto il Comune rischiare di soccombere per quasi 7 milioni di Euro. E con esso si riescono a sminare altri quattro ricorsi che, ugualmente, potevano impattare in maniera eccezionalmente negativa sul bilancio cittadino.

Ovviamente il riferimento va alla vicenda urbanistica dell’accordo di programma di San Michele “Terra”, P.P.6, varato nel 2008 per volere dell’allora Amministrazione comunale fermana e della precedente Provincia di Ascoli Piceno (quella di Fermo giunse solo nel 2009): un accordo voluto per riportare quegli standard di vivibilità urbanistica in un quartiere con pochissimi spazi pubblici (aree verdi o parcheggi) e che prevedeva questa realizzazione a carico di privati che, a loro volta, potevano edificare. Tuttavia l’accordo di programma, ed il tormentato iter realizzativo nei cinque anni successivi, portò solamente ad una pioggia di ricorsi nei confronti dell’Amministrazione con richieste di risarcimento milionarie, da parte dei privati bloccati dal complicato sistema previsto per le realizzazioni.

Un problema che, forse anche nascosto, la Città si portava dietro da anni irrisolto: ma ora si doveva assolutamente cercare di trovare la soluzione che non portasse dissesti al bilancio cittadino, anche per l’avvicinarsi di udienze dove, con tutta probabilità, doveva essere solo quantificata la “voragine” contabile per il Comune.

Oggi invece, con un gran lavoro della macchina comunale ed in specie dell’Ufficio Urbanistica e del legale dell’Ente, dell’Assessore Nunzi, si arriva a portare alla neutralizzazione questi rischi per la Città ma non solo: nel dar seguito ad una variante dell’accordo di programma (un suo annullamento da parte dell’amministrazione fermana avrebbe addirittura aumentato l’esposizione a risarcimento quindi era un percorso comunque da completare) si sono raggiunti altri due importanti obiettivi.

Il primo, quello originario su cui l’accordo di programma aveva trovato le sue ragioni: dotare il quartiere di San Michele di nuove aree di vivibilità (verde e parcheggi), di completare la sua viabilità oggi particolarmente sacrificata e di infrastrutture.

Il secondo, quello di diminuire sensibilmente il carico urbanistico rispetto alla previsione del 2008, abbassando volumetrie, consumo di suolo ed addirittura altezze previste per gli insediamenti.

Con un merito veramente assoluto verso Dirigente, Assessore e Settore Urbanistica del Comune.

Dopo quasi tre anni si riesce ad arrivare a questo risultato: risolvere una risalente grave problematica mai districata in questi dieci anni e senza che il Comune avesse danno alcuno pur se il rischio che si correva, già al prossimo 2018, era quello di giungere ad un dissesto dell’Ente”.

*Paolo Calcinaro, sindaco di Fermo

Sciapichetti, Regione Marche: "Il Goveno dica no a nuove trivellazioni nell'Adriatico"

regione marche

* Facciamo appello al nuovo Governo affinché metta in atto tutte le iniziative possibili per impedire le trivellazioni in Adriatico così come hanno chiesto i partecipanti al referendum sulle trivelle. Rimane la nostra contrarietà alle trivellazioni- conclude Sciapichetti-. Apprendiamo con grande rammarico della decisione del Consiglio di Stato (leggi). Vanno impedite le trivellazioni nel mare Adriatico così come hanno chiesto i partecipanti al referendum sulle trivelle che, pur non avendo raggiunto il quorum, aveva visto vincere nettamente i contrari. Ci riserviamo di intraprendere ulteriori azioni laddove fosse possibile. Il mare è la nostra ricchezza e in quanto tale va tutelato (fonte Dire)”

* Assessore regionale all'Ambiente delle Marche Angelo Sciapichetti

Potere al Popolo: ripartiamo dalla disfatta del Pd

* Il risultato è maturato in soli tre mesi con un simbolo nuovo, senza mezzi economici e con pochissima visibilità.
Se da un lato la disfatta del Partito Democratico è un fatto estremamente positivo, in quanto gli elettori hanno voluto punire i principali responsabili delle politiche neoliberiste a servizio delle élites economiche, dall'altro non possiamo salutare con favore il voto in massa delle classi popolari verso la Lega, che ha cavalcato l'onda securitaria e verso il Movimento 5 Stelle, che presenta ancora troppe ambiguità.
La composizione del nuovo Parlamento è lo specchio di un Paese frammentato, sempre più povero, che individua negli ultimi e nella politica i colpevoli, e nel quale nessuno degli schieramenti vincenti ha avanzato una proposta politica complessiva che metta al centro le questioni del lavoro e della redistribuzione della ricchezza. 

Le elezioni erano e restano per noi soltanto un mezzo, non un fine, per cui continueremo a fare ciò che abbiamo sempre fatto: attraverso le pratiche quotidiane e la partecipazione popolare, lavoreremo per la costruzione di un fronte politico e sociale che si opponga alla barbarie in atto, con un mercato del lavoro in rapida trasformazione e con l’accentuarsi delle disuguaglianze, proprio quando gli Stati nazionali perdono progressivamente autonomia in favore delle logiche di UE e mercati. 

Ripartiamo dai metodi democratici e partecipativi che abbiamo sperimentato nella scelta delle candidature, tutte provenienti dagli ambiti di lotta nei temi del lavoro, dell’ambiente, del terremoto, della solidarietà;ripartiamo dall'entusiasmo via via crescente con cui abbiamo affrontato la campagna elettorale, indispensabile per un progetto di lungo termine che vuole rimettere al centro del dibattito la redistribuzione della ricchezza e il controllo popolare delle istituzioni.
Se i cittadini si organizzano, vigilano e propongono, si sviluppano quegli embrioni di coscienza ed autogoverno senza i quali la democrazia non si regge.

* Lucia Interlenghi, Stefania Castellucci, Daniele Rossini

Del Medico, Cna: "Donne e imprenditrici: fermare le sopraffazioni"

Sabrina Del Medico

Attualmente le imprese femminili nelle Marche sono 39.769, pari al 23,4 % di tutte le imprese attive a livello regionale. Di queste, 4.443 sono del Fermano [Fonte: elab. centro studi CNA Marche su dati Infocamere], per un’incidenza del 23,6% sul totale, facendo registrare un segno meno se si considera che nel 2016 erano 4.551 e nel 2012 4.945. Dal 2009 al 2017 le imprese a conduzione femminile nel Fermano diminuiscono del 6,7%, cioè di 320 aziende in meno.

Ma le donne imprenditrici sono anche giovani: 15 imprese su 100 sono infatti guidate da under 35, e sono quelle più dinamiche e innovative. “Il ruolo delle donne nell’imprenditoria di micro e piccola dimensione – commenta Sabrina Del Medico, Presidente di CNA Impresa Donna di Fermo – è un ruolo rilevante, ma che può e deve assumere una dimensione e una estensione maggiore. Tra il 2009 e il 2017 il tessuto delle imprese femminili marchigiane si è ridotto di quasi il 10%, con perdite particolarmente elevate nell’agricoltura e nel commercio. Come per il complesso delle microimprese, siamo di fronte al venir meno di molte esperienze imprenditoriali e, quindi, di opportunità di forte realizzazione personale”.

 Prosegue Del Medico: “C’è chi continua a pensare che l’8 marzo sia solo la giornata in cui si regala una mimosa o una scatola di cioccolatini, quando invece rappresenta l’occasione di ricordare le emarginazioni e le sopraffazioni di cui le donne sono storicamente vittime, per non dimenticare. Nonostante il contributo delle donne si sia rivelato fondamentale per la tenuta del sistema produttivo e sociale e per la creazione di posti di lavoro, oggi gli ostacoli per le donne che fanno impresa sono ancora legati all’eccessiva burocrazia, alle difficoltà di accesso al credito e di conciliazione tra gli impegni lavorativi e quelli relativi alla cura della famiglia. Sappiamo che la strada da percorrere è ancora lunga: dal gruppo Impresa Donna della CNA di Fermo buon 8 marzo a tutte voi”.


VTEM Banners
VTEM Banners
VTEM Banners

Crolla il tetto su una classe dell'Iti Montani: vigili del fuoco in azione

Bookmakers bonuses with www gbetting.co.uk site.