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Digitalizzazione, come usare i voucher: a lezione dalla Cna di Fermo

Voucher digitalizzazione: di cosa si tratta in concreto? Chi potrà beneficiarne e quali spese saranno ammesse? “Per le aziende che vogliono stare sul mercato, il futuro, se non addirittura il presente, passa dalla digitalizzazione. Questo è un bando che aspettavamo da tempo: oggi più che mai è strategico fruire dei grandi vantaggi di questo processo e dell'opportunità che il MISE offre a tutte le imprese. CNA e Fidimpresa Marche sono al fianco degli imprenditori che vogliono implementare nuove tecnologie, sviluppare soluzioni innovative o semplicemente informarsi su come certi strumenti possano sostenere le aziende in questo momento di grandi cambiamenti”. Così Paolo Silenzi, il Presidente Territoriale di CNA Fermo, annuncia l’incontro in programma per giovedì 18 gennaio alle ore 18.30 negli uffici CNA di Villa Baruchello, a Porto Sant’Elpidio, al quale interverranno Paola Fava, responsabile crediti speciali di Fidimpresa Marche filiale di Fermo, e Dave Clementoni, esperto in digitalizzazione di Italian Artisan e in cui saranno forniti i dettagli sui voucher.

“Beneficiari dei voucher (contributo a fondo perduto) sono le micro, piccole e medie imprese, iscritte al registro camerale – riferisce Fava - ed operanti in tutti i settori, esclusi pesca e agricoltura. La finalità dei voucher è sostenere la modernizzazione delle imprese: migliorare l’efficienza e l’organizzazione del lavoro, sviluppare soluzioni di e-commerce e connessione in banda larga, collegamenti ad internet mediante tecnologia satellitare, fornire formazione qualificata al personale”.

Sono ammissibili le spese per: acquisto di hardware, software, servizi di consulenza specializzata ed alcuni costi accessori, purché correlati agli ambiti di attività; servizi di formazione qualificata. Il voucher  è calcolato nella misura del 50% delle spese ammissibili e fino ad un importo non superiore a euro 10.000 e finalizzato all’adozione, da parte dell’impresa richiedente, di interventi di digitalizzazione dei processi aziendali e di ammodernamento tecnologico. Le spese dovranno essere sostenute dopo la prenotazione ed assegnazione dei voucher.

Il bando prevede che le domande potranno essere presentate dalle imprese esclusivamente tramite la procedura informatica dal 30 gennaio 2018 fino al 09 febbraio 2018.

Per ulteriori informazioni è possibile contattare la CNA di Fermo: 0734/600288, info@cnafermo.it


Malaigia, Lega Nord: "Impegno della Regione in favore degli insegnanti precari"

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* "E' un primo successo, particolarmente significativo per il mondo della scuola marchigiana. Basta ritardi, incertezza nei pagamenti, stipendi posticipati anche di  tre  o quattro  mesi: i precari della scuola devono essere retribuiti adeguatamente ed in tempi certi.  Una garanzia che avrebbe già dovuto assicurare il Ministero dell’Istruzione. Ma la realtà purtroppo non ha mai rispettato  le tante  promesse fatte dallo stesso Ministero ormai quasi un anno e mezzo fa: aveva infatti orgogliosamente presentato un sistema rivoluzionario che avrebbe evitato ai precari della scuola la beffa di stipendi in costante ritardo".
Interviene cosi' Marzia Maligia, prima firmataria della mozione approvata oggi in aula e presentata lo scorso luglio assieme ai colleghi consiglieri del Gruppo Consiliare Lega Nord-Marche, al fine di tutelare i docenti supplenti marchigiani. 

“A settembre del 2016 – spiega la Malaigia- la presidenza del Consiglio dei Ministri emano' un decreto (firmato anche da Miur e Mef) che prevedeva un nuovo procedimento per la retribuzione dei supplenti: in sostanza le segreterie avrebbero avuto tre giorni di tempo per registrare il contratto del docente (con tutti i suoi dati personali) sul Sidi (il sistema informativo del ministero) e sul portale NoiPa; il sistema avrebbe calcolato l’importo della retribuzione e entro due giorni sarebbe partita l’autorizzazione della rata di pagamento. Una tempistica serrata, che avrebbe dovuto permettere di effettuare i bonifici entro il 18 del mese successivo (la data in cui la pubblica amministrazione provvede alla retribuzione dei contratti temporanei, mentre quelli subordinati vengono corrisposti al canonico 27 del mese).

Così tutti gli stipendi dei precari sarebbero stati pagati a 30 giorni, senza più ritardi o scaricabarile. Il ministero avrebbe dovuto garantire solo la presenza delle risorse. Purtroppo nel provvedimento, non c era nulla che stabilisse l’obbligo per lo Stato di stanziare in anticipo i fondi necessari e così i nostri docenti marchigiani e nazionali- continua la Malaigia - si sono ritrovati ancora una volta  con ritardi finanche di 4 mesi sulla retribuzione. Un ritardo ingiustificato e inaccettabile, che non deriva da un problema tecnico- informatico, ma dai ritardi nei finanziamenti dei bilanci ministeriali.

"Sono anch'io un insegnante e assisto, purtroppo da oltre venti anni, a questa assurda situazione; a dipendenti della scuola che prestano il loro lavoro senza sapere se e quando riceveranno il loro stipendi.
"La situazione creatasi ha assunto connotazioni anche piu' preoccupanti se riferita ai docenti temporanei regionali, soprattutto nelle realtà colpite dal sisma, dove sono stati costretti oltretutto ad anticipare le spese relative agli spostamenti. Con l'impegno assunto oggi con l'approvazione di questa mozione  - conclude la consigliera della Lega Nord- Marche -  il governo regionale andrà a farsi  portavoce presso il Ministero sollecitando e monitorando il raggiungimento di  una risoluzione tempestiva ( tra l'altro già formalmente "annunciata" proprio in questi giorni sul sito del NoiPa) che restituisca dignità e diritto allo stipendio a migliaia di lavoratori.

* Marzia Malaigia, consigliera regionaale Lega Nord

"Privati coraggiosi, il 900 è la prova che P.S.Giorgio attira"

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* Riapertura dell'ex caffè 900 con una offerta commerciale di altissimo profilo. La chiusura aveva rattristato i sangiorgesi e impoverito la città. Vedere la piazza vuota per tanto tempo ha generato malinconia  e sfiducia. Ora sono sicuro che questa nuova riapertura possa rappresentare il primo passo per recuperare una vivacità smarrita. A fare questo gesto risolutivo sono dei privati che mi sento di ringraziare pubblicamente per il coraggio e per la volontà di investire nella nostra città. Ciò dimostra ancora una volta che possiamo essere attrattivi, che il nostro paese può esprimere delle enormi potenzialità ma occorre che tutti facciamo la nostra parte.

Mi piace sottolineare una delle motivazioni dichiarate dagli investitori,  ossia quella di contribuire al rilancio di Porto San Giorgio. Condivido ed approvo, portiamo tutti fattivamente un contributo soprattutto la politica locale per il rilancio di un paese regredito negli ultimi anni, ma con delle innegabili potenzialità di sviluppo. Ripartiamo, ne abbiamo bisogno nell'interesse di tutti. Con urgenza.

* Marco Marinangeli 

Il Pd di Porto San Giorgio non ha dubbi: "No alla tassa di soggiorno"

* In merito all’ipotesi di istituire o meno la tassa di soggiorno sul territorio di Porto San Giorgio  il partito Democratico  ed il gruppo consiliare Pd ritiene questa strada non opportuna. Già nella redazione del precedente programma amministrativo manifestammo le nostre perplessità in merito, non per una presa di posizione a priori su tale imposta che, come stabilito dal D.L. 23/2011, è una tassa di scopo il cui gettito deve “essere destinato a finanziare interventi in materia di turismo, manutenzione, fruizione e recupero dei beni culturali e ambientali locali e dei relativi servizi pubblici locali”, ma per il fatto che la connotazione turistico ricettiva sangiorgese male si sposa con l’eventuale introduzione di una tassa che  in un momento storico come l’attuale, potrebbe avere conseguenze negative per il nostro turismo.

Ricordiamo che Il tragico terremoto dello scorso anno ha avuto forti ripercussioni, in termini di presenze, anche a carico delle strutture ricettive del nostro comune che, ad oggi, hanno certamente ripreso a lavorare a pieno regime ma che, nel recente passato, hanno anch’esse dovuto pagare lo scotto dovuto a questa grande tragedia.

Introdurre nella nostra cittadina tale tassa, in un momento che vede un  bilancio positivo in termini di presenze turistico alberghiere, potrebbe avere effetti negativi sull’economia turistico ricettiva e commerciale del nostro paese in quanto, tale tassa, potrebbe rendere meno appetibile, da parte dei turisti, la nostra località ed andrebbe, di conseguenza direttamente o indirettamente, a nuocere ad hotels, strutture ricettive ed esercizi commerciali. Non dimentichiamoci poi che Porto San Giorgio si caratterizza in maniera forte e massiccia per la presenza di appartamenti privati che vengono affittati nella stagione estiva  e per i quali, ovviamente, sarebbe impossibile pretendere il pagamento e la successiva riscossione di una tassa di soggiorno.

Ed i posti letto disponibili grazie agli appartamenti privati sono di gran lunga maggiori rispetto alla disponibilità alberghiera sangiorgese di circa 900 posti letto.

Con questo non vogliamo certamente dire che non sia necessario ed importantissimo abbracciare una politica turistico promozionale unitaria insieme alle altre città, paesi fermani, albergatori e commercianti anzi, siamo qui a ribadire fortemente la nostra ferma volontà affinché il territorio collabori il più possibile dal punto di vista turistico promozionale, ma è innegabile che il tessuto turistico ricettivo sangiorgese, che consta soprattutto di hotels ed appartamenti privati, sia completamente diverso da quello di Fermo e Porto Sant’Elpidio dove insistono invece quasi esclusivamente camping.

Auspichiamo, inoltre una fattiva collaborazione con la regione Marche affinché, tramite l’elaborazione e la realizzazione di progetti atti alla promozione del nostro territorio si possa davvero realizzare e perfezionare quella rete economico promozionale necessaria per un reale sviluppo del nostro paese e delle zone marittimo collinari e montane che caratterizzano la nostra splendida terra.

Allo stato attuale, comunque riteniamo inopportuna per Porto San Giorgio, un’eventuale introduzione di una tassa di soggiorno.

*Andrea Di Virgilio e Marcela Coman, Pd Porto San Giorgio

Marcotulli: "Fermare il percorso sui Lotti, altrimenti siamo obbligati all'esposto"

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* Quanto precisato dal candidato sindaco Felicioni in merito ai costi per lei imposte che si celano dietro all'operazione immobiliare Gigli e Lotto via Mameli mi confortano perché ribadiscono e confermano quanto già in più occasioni abbiamo evidenziato e denunciato sia a mezzo stampa sia in occasione delle assemblee pubbliche.

Il Sindaco deve ricordare che siamo nell'ultimo semestre del suo mandato, operazioni così delicate che ricadranno interamente nella futura amministrazione, di cui sono certo avrà una maggioranza diversa, le ritengo quantomeno scorrette e inopportune utili solo alla propria campagna elettorale come al solito fatta sulle spalle dei cittadini.

Per questo ritengo quanto più che mai giusto sospendere le operazioni per far sì che si verifichino tutte le condizioni emerse nonché suggerisco di interpellare in maniera preventiva la corte dei conti che dovrebbe esprimersi sulla regolarità dell’operazione con cui l’amministrazione intende versare la somma di € 390.000 come caparra per un futuro acquisto del Gigli in luogo di quanto autorizzato dall’Agenzia del Demanio che stabiliva congruo il valore dello stesso allo stato attuale, cosa ben diversa.

Inoltre una nuova asta pubblica del Lotto che preveda tutte le nuove condizioni ad oggi inserite nell'accordo con la Azzurro Srl (LEGGI LE DICHIARAZIONI DI MORESCHINI) eviterebbe sicuramente ricorsi o denunce da parte di eventuali imprese e o cittadini che si dovessero sentire lesi dalla impossibilità di poter partecipare.

Per questo se il Sindaco procederà alla sottoscrizione degli atti senza aver verificato e chiarito ogni questione ufficializzerò il mio esposto agli organi preposti per tentare di scongiurare ogni possibile conseguenza economica che potrebbe gravare pesantemente sulle spalle dei cittadini i quali si ritroveranno a pagare solo perché Franchellucci vuole fare la piazza a tutti i costi

* Giorgio Marcotulli, Fratelli d’Italia

Potere al Popolo: volantinaggio contro le 'grandi' aperture domenicali

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* Durante le festività natalizie si sono svolti in diverse città italiane volantinaggi fuori ai maggiori centri commerciali aperti, in solidarietà alle migliaia di lavoratori e lavoratrici costretti sul luogo di lavoro anche nei giorni festivi.
In Italia il processo di liberalizzazione delle attività commerciali porta i nomi di Bersani, Berlusconi e Monti. La chiamano liberalizzazione ma la libertà è solo quella dei proprietari della grande distribuzione di tenere i centri commerciali aperti fino a 365 giorni l'anno, senza nuove assunzioni, senza pagare il lavoro notturno e tagliando il costo del lavoro.
Potere al popolo sta con i lavoratori sfruttati, per la riduzione dell'orario di lavoro e l'aumento dei salari, per una società dove al centro non ci sia il consumo e il profitto, ma le esigenze delle persone.
Per portare solidarietà a tutti quei lavoratori e quelle lavoratrici costretti a rinunciare ai momenti di riposo da dedicare ad affetti e tempo libero, anche a Fermo e Porto San Giorgio gli attivisti di Potere al Popolo hanno risposto all'appello contro l'apertura degli esercizi commerciali, con un volantinaggio nel giorno della Befana.
La prossima assemblea territoriale di Potere al Popolo si svolgerà martedì 9 gennaio (ore 21.00) presso il Circolo ARCI il Vecchio Pozzo di Montegranaro, in via Morandi 39. Invitiamo tutti coloro che fossero interessati a partecipare, per discutere ed organizzare insieme le prossime azioni.

* Potere al Popolo

Alessandrini: "Terremoto, scritte contro il Pd, ci costituiamo parte civile"

 

* In merito ai fatti vergognosi accaduti nei giorni scorsi che hanno visto danneggiate le auto della Regione Marche con scritte ingiuriose nei confronti della Regione stessa, e, cosa ancor più grave, associare il nome del Partito Democratico alla ma?a, fenomeno che abbiamo sempre combattuto strenuamente da Pio la Torre in poi, comunichiamo che il Partito Democratico Provinciale di Fermo intende costituirsi parte civile nell’eventuale processo a carico degli autori, che mi auguro vengano scoperti al più presto dalle forze dell’ordine. Quello che è accaduto non può certo ricondursi ad un semplice gesto di “goliardia”, e, anche se lo fosse, sarebbe altrettanto grave e comunque ?glio di un “clima intimidatorio” riconducibile ad un modo di fare politica speculativo ed indegno di questo nome.

Ci sono esponenti del centro destra regionale, che ogni giorno speculano sulla gestione del terremoto, un evento mai riscontrato prima in Italia per la vastità è la ripetitività nel tempo, che nei comuni da loro amministrati per venti anni non erano nemmeno riusciti a fare le schede di vulnerabilità sismica prima del terremoto, e che oggi proprio “grazie” al terremoto e alla Regione, reperiranno i fondi necessari per metterle in sicurezza. Ci sono Sindaci che invece di controllare giornalmente il procedere dei lavori, e segnalare a chi di dovere quello che non va, preferiscono farsi “il ?lmino” un paio di giorni prima per guadagnarsi qualche minuto di notorietà fomentando la rabbia della gente, e facendo così passare in secondo piano quanto di buono si sta facendo. Gli esponenti del PD, dai Parlamentari ai Consiglieri Regionali ai Sindaci, ?no ai Segretari provinciali e di circolo, sono stati sempre attivi sul campo, gli altri non li abbiamo mai visti, solo letti sui giornali. L’Assessore Sciapichetti ha ben spiegato quanto, con molta fatica, sta facendo la Regione, e come la Regione Marche nulla ha a che fare con l’appalto alla ditta Arcale, scelta ben due anni fa con un appalto dalla Protezione Civile Nazionale, ditta che peraltro, può essere criticata per i lavori, ma null’altro gli può essere contestato. Non si capisce dunque come può essere tirato in ballo il Partito Democratico ed  associarlo a questa ditta ed addirittura a collusioni ma?ose, se non nell’ottica di una becera speculazione politica che purtroppo fa breccia nelle menti dei più semplici.

La nostra costituzione come parte civile, vuol essere un chiaro messaggio a tutti, non ci faremo intimidire da nessuno, né accetteremo una campagna elettorale fatta di affronti di questo tipo.? Saremo pronti a rispondere colpo su colpo. Nel frattempo continueremo a lavorare con lo stesso impegno di sempre al ?anco della gente.

*Il segretario provinciale del Partito Democratico della Provincia di Fermo Fabiano Alessandrini

Sciapichetti: "Terremoto strumentalizzato per fini elettorali"

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* Questa mattina sono state trovate imbrattate le autovetture del servizio decentrato Agricoltura della Regione Marche, nella sede della provincia di Fermo. Scritte nere che con le parole "Sae? CAS? Arcale=Mafia Pd". Un atto vile, intimidatorio, figlio di un clima costruito da chi continua a strumentalizzare il terremoto per fini elettorali. Speriamo che la magistratura faccia piena luce su un episodio inaccettabile verso la Regione che, in questi mesi, sta lavorando, con abnegazione, per fare fronte a un’emergenza senza precedenti per le Marche. Sono mesi che la Regione e la Protezione civile regionale denunciano, in tutte le sedi istituzionali, i ritardi e le inadempienze di Arcale, consorzio che ha vinto, molti mesi prima del terremoto, l’appalto per la costruzione delle Sae, bandito della Protezione civile nazionale.

La Regione Marche e la Protezione civile regionale nulla hanno a che vedere con quel bando e l’accordo stipulato dalla protezione civile nazionale nel 2015. Per conto nostro l’ente regionale continuerà a lavorare a testa bassa per risolvere i problemi dei cittadini e non presterà mai il fianco alle polemiche e alle strumentalizzazioni.

* Assessore regionale alla Protezione civile della Regione Marche, Angelo Sciapichetti.

Cdo. Orizzonte e coraggio, gli imprenditori che ce la fanno

Reinventarsi nel mondo del lavoro: Gabriella Mazzetta, libera professionista, Fabio Sabbatini di Admarca Comunicazione ed Andrea Servili dell’impresa agricola Villa Conti ne parleranno e racconteranno come riuscirci durante l’Assemblea di fine anno della Compagnia delle Opere Marche Sud, che si svolgerà oggi alle ore 18,30 presso l’hotel ristorante Il Caminetto sul Lungomare Gramsci a Porto San Giorgio. 
Il tema dell’incontro è "Orizzonte e coraggio: si può fare" perché una complessità mai vista prima, nella piccola e nella grande economia, moltiplica le sfide quotidiane e continuare a esistere e a svilupparsi significa aprirsi e cercare compagni di strada, imparare dai clienti, ascoltare il mercato, cambiare formandosi e mettendosi in gioco.
Andrea Servili, ad esempio, in gioco aveva deciso di mettersi: lui, laureato in Scienze e Tecnologie Agrarie alla Politecnica delle Marche, tramite l’ateneo di Ancona lavorava in un istituto di ricerca privato neozelandese, ma con il desiderio di ristrutturare e far ripartire l’impresa agricola che fu del nonno ed era del padre. Quando buona parte del suo lavoro ad Amandola era concluso, Andrea tornò definitivamente in Italia ma era l’11 ottobre 2016: diciannove giorni dopo tutto venne distrutto dal terremoto.
“A me dispiace davvero – ha dichiarato Andrea Servili – che in tanti se ne siano andati dalle nostre terre e spero che tornino. È stata la passione, innanzitutto, a non permettermi di lasciare perdere tutto: quello di tornare a casa e riaprire l’attività di famiglia era il mio sogno. Dopo il terremoto, è arrivata la neve, poi le frane, infine la siccità. Oltre al coraggio, ci vuole appunto l’orizzonte di un sogno che non volevo mi venisse strappato via”.
Le storie di Andrea, Gabriella e Fabio che ascolteremo – ricorda il Presidente della Compagnia delle Opere Marche Sud Emanuele Frontoni– ci ricorderanno che la voglia di essere utili al mondo ci dà coscienza di  “partecipare a una costruzione” attraverso il lavoro personale, ci indica gli orizzonti per sfidare il presente e fare network, guardando con coraggio alle nuove sfide imprenditoriali, professionali, sociali e personali”

Una domenica 'da sposi' a Villa Bocca Bianca

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* Domenica 17 dicembre, dalle ore 17 alle 20 presso il Ristorante Villa Bianca di Montegranaro, si terrà un evento unico e gratuito riservato esclusivamente alle future coppie di sposi alla scoperta delle tante motivazioni ed attrattività che si possono avere sposandosi d'inverno. Spinti dalla convinzione che l'amore non hastagioni , ma sorprendenti emozioni, profumi...colori e sapori legati ad esso..
Sposarsi in inverno, sta diventando il must del momento.. no dei must del momento, sono in netto aumento le coppie che al sempre gettonatissimo matrimonio estivo, preferiscono le calde ed intime atmosfere di un matrimonio invernale e Villa Biancacon questo evento vuole proporre varie soluzioni innovative per rendere indimenticabile e fantastico un matrimonio in inverno.
Perchè sposarsi in inverno può invece avere tantissimi vantaggi e sosprendenti attrattività.
Villa Bianca, una meravigliosa villa immersa nelle colline marchigiane...che può ospitare più di 400 invitati in una sala banchetti costruita e immersa in un giardino mozzafiato…guidata dallo chef Marco Biagiola che crede fortemente all’idea che Sposarsi d’Inverno possa risultare una scelta davvero originale e per questo invita i futuri sposi a partecipare all'evento.
Programma dell'evento:
- ingresso nel giardino D'inverno di Villa Bianca, avvolti dal profumo del vin brulè.
- Il bacio con foto sotto la neve
- Angolo rum, sigari e cioccolata dove questa volta il protagonista sarà lo sposo
- Degustazione della pasticceria dello Chef Marco Biagiola
- "Storie d'inverno" : viaggio sensoriale olfattivo sul filo dei ricordi e delle emozioni.
- Presentazione degli abiti di Alida Giordani Boutique, Sartoria Conte, Oliver Twist
- Photobooth con Cabina
- Cocktails Party Music
- Intrattenimento musicale con gli Spaghetti a Detroit
Elenco espositori:
Le spose di Alida Giordani Boutique
Sartoria Conte
Luigi Fedeli Fotografo
Mrs. Bon Ton di Catia Bottegoni
La Bottega Delle Fandonie
Piante e Fiori Pianteefiori Annamaria Torresi
MUMO Emozioni Sensoriali
Eleonora Crocetti e Simo BI. Musica e Animazione
Brillantini Gioielli
ROOM Lifestyle di Alessandra Trasatti
Cabina Photobooth
Agostini Lorenzo Luminarie
Figaro Barberia
* Ufficio stampa

Il messaggio di monsignor Pennacchio alla sua Fermo

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* Cari amici,

sono ancora vive in me e in molti di voi le emozioni vissute sabato scorso a Matera quando, alle quattro del pomeriggio, avete partecipato alla mia gioia di essere consacrato vescovo.

Un lucano, un sacerdote dell’antica e gloriosa Arcidiocesi di Matera, “Città di Maria”, formato nel Seminario Teologico di Basilicata, viene a voi. Il popolo lucano non è un popolo vanitoso, perché sa bene che, oltre alla sua onesta povertà, ha davvero poco di cui vantarsi. Un sacerdote, qualche giorno fa, mi faceva notare come la stessa scoperta di Matera, oggi proiettata sullo sfondo di prestigiosi scenari internazionali, è in realtà una scoperta recente, che ha sapientemente trasformato in un interessante bacino culturale quel che fino a ieri era piuttosto emblema di una povertà misera e degradante. Ma nella Chiesa questi criteri sociologici di grandezza e di piccolezza non hanno ragion d’essere: in essa, infatti, siamo tutti grandi perché figli amati da Dio, e tutti piccoli perché impastati di umana fragilità.

E anche oggi, alle quattro del pomeriggio, siete stati convocati nella nostra bellissima Cattedrale per accogliermi come vostro Pastore. Come Giovanni evangelista, anch’io custodirò nel cuore, il ricordo delle quattro del pomeriggio, l’ora in cui ho l’onore di mettermi al vostro servizio.

Come per Giovanni Battista, anche io devo fissare lo sguardo su Gesù, l’Agnello di Dio. Solo guardando a Lui il vescovo intuisce e comprende che, se grande è l’onore, ancor più grande è la responsabilità. I nostri, infatti, non sono tempi di trionfi, bensì assai spesso di prova e di umiliazione. E non potrebbe che essere così: il nostro “Capo”, infatti, è un Signore crocifisso, e di lui noi tutti siamo immagine e discepoli. Mi incoraggia, innanzitutto, la consapevolezza che mi accompagna – mi basta – la Sua grazia, la grazia di Cristo che tutto vince e riconduce a bellezza.

Anche io, come i discepoli di Giovanni, sono in modo nuovo oggi chiamato a seguire Gesù, e a farlo insieme, come Chiesa di Fermo, sostenendoci reciprocamente nel cammino della vita. Mi rincuora la consapevolezza di essere accolto con gioia e amicizia in questa diocesi, in mezzo a voi, nel cammino pastorale tracciato dai santi vescovi che mi hanno preceduto. In particolare ai tanti presbiteri, chiedo di aiutarmi a far crescere la comunione tra noi, testimonianza efficace del Signore Gesù.

Accolgo, trepidante, le attese di tanti, nel timore di non riuscire a soddisfare ogni aspettativa. Su un giornale, oggi ho letto che i giovani, in particolare, si aspettano che il vescovo sia un amico e padre con cui riuscire a confrontarsi: aiutatemi ad essere così, venite a trovarmi, cercatemi se necessario, io ce la metterò tutta.

Mi confortano le tante persone che in questi ultimi mesi mi hanno dimostrato in tanti modi di volermi bene, e hanno assicurato la loro preghiera, così preziosa specialmente quando nasce da ferite, sofferenze e infermità.

Ancora, alle quattro del pomeriggio, sento il bisogno di dimorare con il Signore per poter invitare anche altri e dire Venite e vedrete. Chiedo a tutti voi, in particolare alle persone consacrate, alle tante contemplative presenti in diocesi di sostenermi con la vostra preghiera perché impari sempre di più a stare con Lui e così adempia al solenne impegno preso sabato scorso di pregare, senza mai stancarmi per il mio popolo santo, ed esercitare in modo irreprensibile il ministero del sommo sacerdozio.

Da oggi il mio tempo, la mia sollecitudine pastorale, tutto il mio affetto è per voi, carissimi fedeli della nostra bella diocesi di Fermo. Com’è scritto sui manifesti affissi in città: “Oggi entro nel vostro cuore e nella vostra vita come uno di voi e per voi guida e pastore”. Sono il vostro Vescovo, aiutatemi a diventarlo sempre di più.

Le radici però non si dimenticano. Consentitemi perciò di ricordare e salutare le tante persone che oggi mi hanno condotto sino a voi dei quali un nutrito gruppo è giunto fin qui a Fermo. Innanzitutto mi ha accompagnato la mia famiglia alla quale sono debitore di avermi cresciuto, formato e incoraggiato nelle scelte fondamentali della vita. Non saranno certo 450 chilometri a separarci…

Saluto con affetto i vescovi presenti, il presidente della CEM, l’Arcivescovo di Matera-Irsina con un nutrito gruppo di sacerdoti e di fedeli di varie comunità della diocesi. Vi chiedo di continuare ad accompagnarmi con l’affetto che sempre vi ha contraddistinto e che è un balsamo prezioso di consolazione.

Molti amici, trai quali tanti sacerdoti, alla spicciolata, sono giunti oggi qui da varie parti d’Italia: in loro rivedo tratti di storie personali, familiari, a volte anche dolorose che mi hanno edificato e onorato con la loro amicizia.

Infine, un abbraccio particolare agli amici della parrocchia di San Pio X in Matera, così numerosi. Non dimenticherò questo anno trascorso con voi, denso di impegni, collaborazione, amicizia, gratuità. Non aggiungo altro per non cedere all’emozione. Il nuovo parroco, don Domenico, saprà condurvi alla maturità cristiana e a “generare Dio” in voi.

A tutti voi e, in particolare a quanti hanno lavorato per la riuscita di questa celebrazione e degli eventi connessi, dico semplicemente: grazie! E perdonatemi se ho dimenticato qualcuno.

Domani, spenti i luccichii della festa, incomincia il lavoro quotidiano, quello più impegnativo. Non temo perché c’è Maria, la Madre dolcissima che Cristo Signore ha eletto a nostra difesa, a nostra avvocata, a nostra misericordia. Senza il suo aiuto, senza la sua tenerezza e la sua sollecitudine saremmo semplicemente perduti. La Madonna della Bruna che mi ha condotto a voi, la ritrovo qui a Fermo, Assunta in Cielo; a Lei mi sono affidato mercoledì scorso al santuario regionale di Viggiano. Mi sento accompagnato dai suoi occhi regali e insieme materni, che tanto hanno affascinato le generazioni della terra lucana di cui anch’io sono figlio.

Per la gloria di Dio, sia Lei ad intercedere per me perché io sia immagine radiosa di colui che è “pastore e vescovo delle nostre anime” (1 Pt 2,25), il Cristo Signore, Figlio benedetto di Dio e Figlio di Maria, al quale unicamente vanno l’onore e la gloria, nei secoli dei secoli.

Saluto voi tutte autorità presenti, rinnovando stima e rispetto per il servizio che rendete alla nostra comunità.

Amen.

Così non si ghiacciano i tubi: i consigli della Ciip

CIIP S.p.A. avvisa i cittadini che, in previsione dell’abbassamento delle temperature e dei rischi di congelamento  delle tubature o del contatore dell’impianto idrico, occorre prestare attenzione ed adottare  accorgimenti che: salverebbero l’impianto di casa da guasti improvvisi o spiacevoli contrattempi; viterebbero al cliente di sostenere notevoli spese per aggiustare i tubi, disgelare o sostituire il contatore; eviterebbero il verificarsi di perdite di notevoli quantità di acqua potabile e il conseguente aumento dei consumi.

A tal proposito si evidenzia che, sono i clienti responsabili della custodia del contatore e delle eventuali riparazioni. Infatti, come da  Regolamento del Servizio Idrico Integrato (art. 21 comma 6) consultabile sul sito www.ciip.it “l’Utente dovrà adottare nella stagione invernale adeguati provvedimenti, quali la posa di materiale isolante a protezione del contatore e delle tubazioni, affinché il gelo non provochi danni alla conduttura di presa se fuori terra, agli apparecchi relativi ed all’apparecchio di misura. Le eventuali operazioni di disgelo, ove possibile, sono in genere eseguite dal Gestore; possono essere eseguite dall’Utente, se autorizzato dal Gestore stesso. In ogni caso sono a carico dell’Utente le spese per il disgelo, per le riparazioni ed eventuali sostituzioni, come pure il compenso per l'acqua che può essere andata dispersa.

La prevenzione, la cura, la custodia, la tempestiva segnalazione e riparazione, sono quanto mai auspicabili e  non derogabili, date le circostanze di persistente emergenza idrica e di divieto di sprecare acqua.

CIIP  S.p.A. fornisce quindi alcuni consigli per prevenire e ridurre il rischio del congelamento dei contatori:

  1. coibentare i contatori e le tubazioni con materiali isolanti (lana di vetro, gomma piuma, ecc.);
  2. nelle giornate più fredde, si consiglia di far fluire dal rubinetto più lontano dal contatore poche gocce d’acqua nelle ore notturne, durante le quali il consumo è assente, senza però lasciar scorrere una portata eccessiva di acqua per evitare consumi elevati;
  3. se il contatore si è congelato, non bisogna riscaldarlo con fiamma viva e neppure le derivazioni, soprattutto se sono in plastica (semmai, usare un flusso di aria calda come quello emesso da un asciugacapelli);
  4. se a causa del gelo il contatore si rompe, bisogna evitare di manomettere lo stesso o le tubazioni a monte. La prima cosa da fare è chiamare la CIIP spa al Servizio Clienti 800-216172, che manderà il proprio personale specializzato per la riparazione;
  5. di segnalare eventuali anomalie riscontrate in abitazioni disabitate i cui contatori potrebbero essere rotti e perdere acqua incidendo sulla disponibilità idrica della zona;
  6. di verificare il contatore presso proprie abitazioni in cui non si è residenti.

Si raccomanda altresì di dare tempestiva comunicazione all’Azienda di eventuali rotture alle tubazioni che versano acqua lungo la sede stradale, al fine di evitare pericoli per pedoni e automezzi a causa delle gelate.

Tutte le segnalazioni di cui sopra o le varie informazioni devono essere effettuate al Numero Verde Clienti 800-216172 attivo dal Lunedì al Venerdì dalle ore 8:30 alle ore 18:30 per la segnalazione guasti e dal Lunedì al Sabato dalle ore 8:30 alle ore 13,30 per i servizi amministrativi, oppure al Numero di Pronto Intervento 800-457457 attivo 24 ore su 24 tutti i giorni.

Di Cosmo, Cgil: "Territorio in crisi, ma tanto stiamo facendo"

* Siamo in una fase molto delicata. Dalla costituzione del “Tavolo per la Competitività e Sviluppo del Fermano”, presieduto dalla presidente della Provincia, avvenuta lo scorso 28 febbraio 2016 con la sottoscrizione di un documento, molte cose sono accadute e molte altre dovranno accadere. Il 9 marzo 2017, nel Consiglio comunale aperto di Montegranaro abbiamo varato un importante documento sul Distretto calzaturiero sottoscritto da tutte le organizzazioni di rappresentanza datoriale e sindacale.

Successivamente si è aperto un confronto con la Regione, tuttora in corso, e molte altre occasioni sono state colte per far avanzare le istanze del Territorio. Oltre al Governo regionale siamo riusciti a coinvolgere anche i parlamentari locali. La scorsa settimana c’è stata un importante iniziativa al Senato della Repubblica a Roma dove la questione del “Made in Italy” è stata rilanciata e riportata all’attenzione della politica, avendone un’eco di livello nazionale. Venerdì scorso, a Montegranaro e a Porto Sant’Elpidio, si sono svolte due importanti iniziative sul “Made in” e sul calzaturiero.

Il prossimo 29 novembre il “Tavolo provinciale” avrà un incontro con il MISE sul tema della crisi e del rilancio del Distretto calzaturiero. Questo incontro lo stiamo preparando insieme alla Giunta regionale delle Marche. Inoltre, sempre sulla proposta condivisa sul marchio “Made in Italy”, ci sarà un altro incontro con il governo nazionale il prossimo 18 dicembre. All’inizio del 2018 sono previste altre iniziative. Come è facile constatare, qualcosa si sta muovendo. Ma non basta. E’ necessario che sulle iniziative e sui contenuti, rinvenibili nei documenti avanzati, diano tutti il proprio contributo. Lo sforzo unitario è irrinunciabile data la debolezza di un Territorio piccolo come il nostro.

Anche a tale scopo, come “Tavolo provinciale” ci siamo posti l’obiettivo di allargare il confronto all’Associazionismo, alle forze politiche, proprio per verificare la condivisibilità e la tenuta unitaria su analisi e proposte e, dotarsi di ulteriori contributi, necessari per poter pensare ad una uscita dalla crisi. Sta di fatto che non avevamo mai registrato nel Fermano una comunanza di intenti tra le OO.SS. confederali  e quelle datoriali  di tutti i settori sui temi del lavoro e dello sviluppo, sulle istanze da rivendicare alle istituzioni  superiori e sugli impegni che attengono alle nostre dirette responsabilità di attori locali.

Non sono certo mancate le critiche a Regione e Governo nazionale conseguenti ad un’analisi puntigliosa sulla situazione di crisi del territorio che, ci “appare” abbandonato, carente di servizi e infrastrutture  e depauperizzato di gran parte delle strutture istituzionali, ecc.. Tuttavia, anche vincendo un giustificato scetticismo, l’approccio di tutte le rappresentanze, coordinate dalla presidente della Provincia, resta costruttivo; per questo ci siamo assunti l’onere della proposta e la responsabilità di una piena collaborazione in virtù dei risultati concreti che vogliamo raggiungere nell’interesse dei lavoratori, delle imprese e del Territorio.

*Maurizio Di Cosmo, segretario Cgil

Adotta un cane, pomeriggio di informazione a P.S.Elpidio

zampa mano

L’ANTA (Associazione Nazionale Tutela Animali) con la collaborazione dell’amministrazione comunale organizza un pomeriggio di informazione e di promozione delle adozioni canine. L’attività informativa, curata dall’Associazione Nazionale si tiene oggi, lungo corso Cesare Battisti, dalle 15.30. Per l’occasione sarà installato un gazebo con alcuni volontari e cani. “Il comune di Porto Sant’Elpidio ha ventuno cani presso il canile di Montegranaro gestito dalla associazione Anta – dichiara l’assessore all’Ambiente Annalinda Pasquali- Si tratta di animali di taglia media e grande, alcuni anziani, che è auspicabile siano adottati. Benché le condizioni di cura dei cani presso il canile siano ottime, la famiglia è il luogo migliore dove un cane possa trovare alloggio. L’iniziativa, pertanto ha lo scopo di sensibilizzare la popolazione contro l’abbandono degli animali e di invitarla a conoscere il Villaggio del cane di Montegranaro dove sono ospitati  gran parte dei cani raccolti sul territorio di Porto Sant’Elpidio”. L’associazione sarà disponibile a fornire alla cittadinanza tutte le informazioni inerenti gli animali di affezione.

Querele bavaglio, la protesta dei giornalisti

Legge bavaglio1

Libertà precaria, lavoro precario, vite precarie. La condizione del giornalismo italiano si può sintetizzare così. Una situazione non più sostenibile, che porterà oggi i Consigli nazionali della Federazione nazionale della Stampa italiana e dell’Ordine dei giornalisti a riunirsi in piazza Montecitorio, a Roma, a partire dalle 11. È la prima volta che accade. Non sarà l’ultima. L’inerzia di governo e parlamento sui problemi del mondo dell’informazione non è più tollerabile. A essere a rischio è il diritto dei cittadini a essere informati.

Nel recente decreto sulla disciplina delle intercettazioni il governo ha introdotto elementi che, oltre a rendere inaccessibili numerose informazioni di interesse generale e di chiara rilevanza sociale, espongono i giornalisti al rischio di pene detentive nel caso di pubblicazione di materiale coperto da segreto. Una legislatura che si era aperta con l’impegno di depenalizzare il reato di diffamazione a mezzo stampa e di cancellare il carcere per i giornalisti si chiude, di fatto, con il rafforzamento delle norme che prevedono la condanna dei giornalisti alla reclusione. Si tratta di un bavaglio. Si vuole impedire ai cittadini di conoscere. Il tutto, in evidente contrasto con gli indirizzi della Corte europea dei diritti dell’Uomo.

Mentre aumenta il numero dei cronisti minacciati dalle organizzazioni criminali,  non è stata introdotta alcuna norma per contrastare il fenomeno delle cosiddette querele bavaglio, utilizzate per intimidire i cronisti con richieste di risarcimento milionarie al solo scopo di impedire loro di occuparsi di temi giudicati scomodi. Questa situazione, che indebolisce la libertà di stampa e il diritto dei cittadini ad essere informati, è aggravata dalla precarietà che pervade il mercato del lavoro. Sono aumentate le diseguaglianze. Con la recente legge di riforma dell’editoria, il governo ha stanziato decine di milioni di euro in aiuti diretti e indiretti alle imprese editoriali, ma soltanto per favorire i pensionamenti anticipati e gli investimenti pubblicitari. Nulla è stato fatto per contrastare il ricorso al lavoro irregolare e per imporre o pretendere un sia pur minimo impegno da parte delle imprese per il contrasto al precariato e per l’occupazione regolare.

Così si indebolisce l’informazione di qualità, si condannano le nuove generazioni di giornalisti ad un’esistenza precaria e si mette a rischio la tenuta democratica del Paese.

Marcotulli, Fdi: "Sindaco, sull'erosione ti aiutiamo noi. Servono barriere emerse"

marcotulli

*Le mareggiate di questi giorni ci pongono davanti agli occhi uno scenario già visto, che purtroppo non sorprende più. Si fa la conta dei danni e per l'ennesima volta ci rendiamo conto dell'inadeguatezza delle misure messe in campo. Risulta evidente come gli appelli delle forze di minoranza ad investire tempestivamente il milione di euro promesso dalla regione Marche per il ripascimento di ghiaia e la protezione della costa, prima della scorsa stagione estiva, o comunque prima di una nuova invernata, fossero fondati. Ma è altrettanto evidente che questi sono interventi tampone, capaci nella migliore delle ipotesi di mitigare i problemi, non di risolverli.

Ciò che sta accadendo mostra di nuovo come un intervento strutturale di difesa del nostro lungomare non sia più rinviabile, nè sostituibile con dei palliativi. Servono risorse ingenti, serve un progetto serio e di medio lungo periodo. Qualcuno dirà che sono solo parole. Ebbene, noi vogliamo dare un peso a queste parole.

Il comune non può affrontare da solo un investimento del genere. Riteniamo che non sia il momento di polemizzare, ma di far sentire la voce coesa di una città, al di là dell'appartenenza politica. Se il sindaco non ha la forza per trovare il sostegno politico del suo partito, che governa la Regione, per un investimento forte e strutturale di difesa della costa, noi siamo pronti a fare la nostra parte, muovendoci con i nostri rappresentanti in Consiglio regionale ed in tutte le sedi affinché l'Amministrazione comunale non sia sola in questo impegno.

Ci stiamo giocando il futuro di Porto Sant'Elpidio, di un settore importante come quello balneare, con risvolti decisivi sul commercio ed il turismo della città. Al sindaco Franchellucci diciamo che saremo al suo fianco se intenderà coinvolgerci in una battaglia per ottenere dalla Regione ciò che non è più procrastinabile. Sappiamo che gli errori sono a monte, che il lungomare Faleriense è stato costruito in una posizione errata ed insidiosa. Sappiamo anche che oggi non è possibile effettuare un arretramento, se non per una parte e che non c'è lo spazio per lo spostamento di tutte le concessioni balneari a rischio.

La strada è solo quella della realizzazione di barriere emerse a protezione del litorale, corredate da uno studio accurato che eviti di produrre ulteriori danni nelle porzioni di costa che non saranno protette da tali scogliere. Le risorse economiche si investano, da subito, per un progetto di questo tipo e non si sprechino ulteriori soldi per interventi che non possono produrre alcun risultato tangibile. Noi siamo pronti ad accompagnare il sindaco in questo percorso. Gli chiediamo di non isolarsi, di non considerare il suo partito come il centro del mondo, ma di capire che qui c'è una città da difendere e che dobbiamo farlo tutti insieme. Non ci interessa la paternità di chi raggiungerà questo obiettivo, ci interessa che Porto Sant'Elpidio e la sua costa abbiano un futuro.

*Giorgio Marcotulli, Fratelli d’Italia

Ceriscioli scrive alla De Micheli: "Procedure farraginose"

ceriscioli luca fermo

“ Le proposte scaturiscono dalle attività istruttorie degli uffici, nonché da segnalazioni dei soggetti coinvolti assunte nel quotidiano confronto con privati, imprese, professionisti. Nelle Marche infatti sono più di 100.000 le domande di sopralluogo dei privati per le verifiche di agibilità post sisma. Sono stati eseguiti circa 98.000 sopralluoghi grazie anche alla regionalizzazione delle attività di rilevamento. Entro la fine dell’anno dovrebbero concludersi le operazioni di censimento del danno con procedura FAST. Ad oggi presso l’Ufficio Speciale per la ricostruzione delle Marche sono state presentate circa 1.100 richieste di contributo relative alle Ordinanze commissariali e se ne stima la presentazione di ulteriori 12.000, solo per i danni lievi. In più occasioni e sin dal mese di maggio 2017, questa Regione ha evidenziato la complessità e la farraginosità delle procedure , per cui  pur volendo  accelerare le istruttorie e quindi l’adozione dei decreti di concessione dei contributi, non  verrebbe comunque garantita la riduzione dei tempi per l’avvio immediato degli interventi edilizi  e quindi per il rientro delle famiglie nelle proprie abitazioni e la celere ripresa delle attività produttive danneggiate”.

Ecco in sintesi le modifiche richieste da Luca Ceriscioli: dare priorità all’istruttoria dei progetti relativi alle abitazioni principali e alle attività produttive; trasferire le competenze in ordine alla determinazione del contributo al professionista incaricato; istruttoria sommaria della richiesta di contributo e successivo controllo a campione di merito; chiarire e modificare varie questioni di ordine tecnico-amministrativo ad oggi non univocamente interpretabili.

E dopo la passeggiata? Pacini, Casa Pound, risponde

francescopacini

* Rispondo alla domanda riguardo a cosa succederà dopo la passeggiata fatta dai ragazzi di Casa Pound per le vie del centro di Porto San Giorgio, mercoledì sera. Noto che dopo la nostra iniziativa in molti si sono interessati alla questione che abbiamo evidenziato, riguardo una reale situazione di degrado nel centro di Porto San Giorgio, e questo può farci solo che piacere perché credo che sia importante rendersi subito conto di quanto sia grave la situazione e, di conseguenza, quanto sia importate trovare una soluzione in tempi brevi. Abbiamo protocollato una lettera, presso gli uffici del comune, in cui si sollecita l'amministrazione a prendere provvedimenti immediati ed efficaci, come l’indirizzare quelle persone ad una casa famiglia o in altre strutture simili. E se ciò non accadesse? Continueremo ad agire per vie istituzionali scendendo a manifestare in strada con i cittadini Sangiorgesi e lanciando una raccolta firme da porre all’attenzione del Prefetto. Al contrario di quanto sostiene chi ci vuole gettare fango addosso, il nostro movimento ha sempre agito nella legalità e alla luce del sole.

Non va sottovalutato il problema. Il degrado porta altro degrado. Se oggi quattro rom dormono in pieno centro magari in futuro qualcun altro si potrebbe sentire autorizzato ad occupare un’altra zona. Peggio ancora, potrebbe succedere che qualcun altro, vedendo i soggetti sopra citati a chiedere l’elemosina, si potrebbe sentire legittimato a compiere altre attività illecite.

Ecco perché questo fatto non deve essere assolutamente sottovalutato dall’amministrazione comunale ed è per questo che i tempi per prendere provvedimenti debbono essere necessariamente brevi”.

* Francesco Pacini, responsabile provinciale Casa Pound

Mavatani: "Calcinaro incassa, ma i soldi arrivano grazie al supporto del Pd"

malvatani renzi

* Se il sindaco Calcinaro sta mettendo in campo una visione ampia di città è sopratutto grazie agli investimenti ottenuti dal supporto di tutti i livelli istituzionali (sopratutto Regione e Governo) amministrati dalla politica del Partito Democratico. Credo sia doveroso che il Sindaco rimarchi questa cosa, altrimenti sembrerebbe che tutte queste risorse cadano dal cielo.

Investimenti che per la città si possono articolare nei seguenti interventi: risorse per il bando Iti Urbani, con la riqualifica dell'ex mercato coperto a polo tecnologica e del Terminal oramai quasi in abbandono per dare una visione moderna al centro storico, otto milioni di euro dal Governo per il Piano periferie per la costa Nord Fermana, sblocco delle risorse per la costruzione del nuovo ospedale ed una nuova prospettiva per tutta la località di Campiglione e, non ultimi, gli investimenti per il nuovo polo scolastico in conseguenza della tragedia del terremoto.

Detto ciò per il bene comune della nostra città capoluogo adesso sta al sindaco e all'amministrazione governare tali finanziamenti condividerli e rendere realizzabili e pubblici i piani di attuazione. Il PD cittadino ed il suo gruppo consigliare come sempre saranno a disposizione per far crescere la città di Fermo e monitorerà l'azione della giunta in tutti questi campi con la dovuta accortezza ed attenzione.

* Pierluigi Malvatani, capogruppo Pd in Consiglio Comunale di Fermo

Casina delle rose, pronta l'asta. I 5 Stelle in rivolta: "Chi ci guadagna?"

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* Il 7 novembre 2017 alle ore 10,00 si terrà l’asta pubblica per la vendita dell’immobile denominato Casina delle Rose e del pezzo del Girfalco che la circonda. Vendita che rappresenta, a nostro avviso, la cancellazione di uno spazio pubblico, di un simbolo storico ma soprattutto della Democrazia a Fermo.

Con l’avvento dei Comuni, alla nobiltà e alla Chiesa, fino a quel momento dominanti, si aggiunse un nuovo potere, quello Democratico ed il Girfalco fu simbolicamente testimone di questo processo storico. Infatti, oltre allo spazio di proprietà della Chiesa con la Cattedrale e quello della nobiltà con la villa dei conti Vinci anche il popolo conquistò il suo spazio rappresentato dagli spazi di proprietà pubblica, la Casina delle Rose, alla quale i verbali del Consiglio Comunale del 15 giugno 1946 attribuivano il rispetto di questa funzione anche simbolica: “uso stagionale dell’arena, inedificabile, per rappresentazioni cinematografiche e trattenimenti in genere, con accesso libero al pubblico” e destinazione dell’edificio (che inizialmente era di un piano) “a caffè, bar, ristorante, luogo di ritrovo e festeggiamenti, concerti musicali, spettacoli cinematografici, pattinaggio ed onesti svaghi e divertimenti”.
Anche le giunte meno preparate culturalmente mantennero sempre la proprietà pubblica anche nel 1957 quando ne modificarono la destinazione in alberghiera. Dovevamo aspettare la nascita di Calcinaro Paolo, Febi Savino, Nunzi Francesco, Torresi Mauro, Giampieri Mirco, Luciani Ingrid, Ciarrocchi Alessandro, Scarfini Alberto Maria per vedere cancellati simboli, storia e regole democratiche.

Se grave è infatti la cancellazione di un simbolo storico e identitario ancor più grave è il mancato rispetto della volontà popolare. Tutti infatti ricorderanno che i cittadini fermani votarono il programma di Calcinaro, che non prevedeva la vendita di questo pezzo del Girfalco, senza sapere che un accordo elettorale con Fratelli d’Italia e Alleanza Nazione era già stato scritto, e l’entrata in Giunta del candidato sindaco Torresi e del consigliere Tramannoni tra le fila della maggioranza l'hanno reso effettivo già dal primo Consiglio Comunale. I cittadini si sono trovati a votare per un Sindaco e a vedere realizzato il programma di un altro. L’alienazione della Casina delle Rose era infatti presente nel solo programma della cordata elettorale Fratelli d’Italia- Alleanza Nazionale.

La Casina delle Rose che doveva restare a disposizione di tutti i cittadini, magari attraverso la realizzazione di uno spazio polifunzionale con una vista ineguagliabile sui "Sibillini", dal 7 novembre sarà solo per pochi e a pagamento. Ma questa progressiva cancellazione di simboli e regole democratiche a chi porta vantaggio? Chi ci guadagna?

*Marco Mochi consigliere comunale M5S e Mirko Temperini consigliere comunale M5S


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