Editoriali

Can che abbaia non morde

rafsmilenuova

Fotografia di un territorio che poi non sa neppure accordarsi per contare.


Uno dei pochi detti che ha un riscontro nella realtà, di solito, è che ‘can che abbia non morde’. Il Fermano, ma in generale il sud delle Marche, sembrano come quei piccoli cagnolini, magari di razza, che abbaiano, si sbattono ma poi alla fine scansi con un semplice gesto. Basta solo capirlo e non farsi spaventare. E purtroppo, ad Ancona e a Roma, non si spaventa più nessuno quando il Fermano e il sud delle Marche abbaiano.

Questo è un problema, perché l’alternativa sarebbe di poter lavorare nell’ombra, in silenzio, sedendosi al tavolo che conta, senza cercare l’attenzione spasmodica che poi alla fine fa dire ‘ecco, tutte chiacchiere’. Per farlo però servono politici di spessore, servono imprenditori che stano davvero a pranzo con i ministri. Non raccoglie il Fermano: è accaduto a livello di decisioni economiche, a livello di piani infrastrutturali, a livello di ricostruzione, a livello politico. Per giorni si è parlato di un sottosegretario made in Marche del sud, con prese di posizioni sui giornali e tanto di toto nomi, e poi alla fine è arrivata la pesarese che nessuno aveva mai nominato. Di certo non si sono strappati i capelli i vertici del Pd che ha incassato la nomina e quelli dei 5 Stelle che hanno visto confermato il commissario alla ricostruzione Farabollini.

Fotografia di un territorio che poi non sa neppure accordarsi per contare. Perché se Fermo propone un nome e poi arriva Ascoli e infine Macerata, restare con un pugno di mosche è facile. Can che abbaia non morde, almeno fino a quando, morente, non ha l’ultima chance di sopravvivenza e riesce ad addentare l’osso rimasto. La condizione è ormai questa, ma l’osso chi ce lo mette, il presidente della regione Ceriscioli?

* direttore www.laprovinciadifermo.com - presidente Cronisti Marche - @raffaelevitali - redazione@laprovinciadifermo.com - facebook/raffaelevitali