Editoriali

Il coraggio di credere nei giovani

rafsmilenuova

Quei cappelli di carta che volano verso il cielo, l’ultima campanella che suona nelle mani della dirigente Corradini, i filmati che raccontano un ultimo anno vissuto intensamente, il centesimo consegnato in mano insieme con il diploma. Detta così, tolta la perfetta organizzazione affidata aa un eclettico professore, la serata dell’Itet Carducci Galilei, la scuola che sforna ragionieri, geometri, esperti di finanza e di marketing, sarebbe classificata come ‘una bella festa di fine anno’.

Ma la scelta di assegnare come tema portante la parola ‘coraggio’ ha trasformato un momento di festa in uno di riflessione. Uno a uno sono saliti sul palco personaggi di diversa caratura, simboli e volti di mondi diversi per cercare di fare del ‘coraggio’ una parola piena di contenuti.

C’è il coraggio di rialzarsi dopo l’errore; c’è il coraggio di fare della provincia una metropoli, come l’ospite Munda, un giovane fermano che scrive canzoni per i grandi cantanti dallo studiolo di Macerata; c’è il coraggio di scegliere; c’è il coraggio di cambiare, come ha raccontato l’ex alunno Vittori; c’è il coraggio di dire no e sentirsi liberi, come ha rivelato l’arcivescovo Rocco Pennacchio.

Tutte forme di coraggio che dipendono da noi, dal singolo, in questo caso dal giovane che lascia la scuola. Poi però dal palco di Villa Vitali è stato lanciato un messaggio diverso, che dovrebbe essere scritto a lettere cubitali davanti al parlamento, di fronte alle grandi aziende, dentro le Università. Lo hanno lanciato, in maniera diversa, tre figure lontane da loro, unite dal desiderio della legalità: il colonnello dei carabinieri Marinucci, il presidente della Camera di Commercio Sabatini e il direttore generale della Banca d’Italia Magrini. Parole semplici: “Parliamo del coraggio che devono averi i giovani, ma quello che serve è il coraggio delle istituzioni di credere nei giovani. Troppi capelli bianchi fingono di credervi, rinviando poi nel tempo il momento della fiducia bruciando il futuro. Non c’è domani per i treni, quando passano vanno presi. Il coraggio non può essere solo vostro”.

Coraggio quindi, che non significa assenza di paura, ma consapevolezza nei propri mezzi, rafforzati da studio e preparazione. Ai diplomati Itet non mancherà, la scuola glielo ha regalato insieme al diploma e al centesimo che rappresenta il talento da far fruttare, come non mancherà ai tanti alunni 19enni di ogni scuola, da oggi privi del porto sicuro. Il problema è che manca a chi decide, a chi conta. Almeno fino a quando non verranno ascoltati un carabiniere, un artigiano e un banchiere che hanno dimostrato in una sera d’estate lo sguardo più profondo di chi gli sta attorno.

* direttore www.laprovinciadifermo.com - presidente Cronisti Marche - @raffaelevitali - redazione@laprovinciadifermo.com - facebook/raffaelevitali