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Editoriali

L'amaro compleanno della Provincia di Fermo

rafbasket fondino

L'ente compie 15 anni, si ritrova senza soldi, senza elezioni, ma con compiti pesanti e non riconosciuti.

 

Erano le 20.30 del 19 maggio 2004 quando arrivò la notizia: il Senato ha detto sì. Il voto più atteso dai fermani che sognavano “l’indipendenza”, l’autonomia politica. Era il giorno della nascita della Provincia di Fermo. Sembrava l’inizio di una storia d’amore, di quelle che giorno dopo giorno possono diventare più belle. Il destino, però, aveva disegnato una storia diversa per Fermo, che è rimasta la provincia con un solo presidente eletto dal popolo: Fabrizio Cesetti.

Una riforma scellerata ha tolto in un colpo solo la legittimazione popolare e le risorse all’ente più vicino a cittadini. La leggenda dei costi è andata avanti a lungo, fomentata da politica e illustri giornalisti, che hanno considerato i report della corte dei conti come carta straccia. Chissà perché tanta attenzione per l’ente che gestiva, e gestisce, strade, scuole e ambiente, e così poca per il vero gorgo nero politico ed economico, le Regioni.

Sembra così lontana la scalinata del palazzo dei Priori in cui i fermani, di ogni colore, si ritrovarono per festeggiare. Oggi, passeggiando per i corridoi della Provincia si notano i vuoti, colmati con il proprio lavoro da dipendenti coraggiosi. Quelli che restano e non scappano. Quelli che credono nell’ente e non fanno di tutto per andarsene in Regione, l’ultimo il responsabile della Sua, o in un Comune.

Sempre meno personale, sempre meno soldi, il Governo succhia anche il poco che l’ente incassa, ma tante competenze che si ricordano solo nel momento delle difficoltà. Un ente che ha alla sua guida un presidente non eletto, scelto da altri sindaci, che svolge il compito senza pendere un euro. Perché non ci sono stipendi, solo beghe, rogne, rischi. E ne sanno qualcosa a Fermo tra tetti che crollano, cantieri bloccati e via dicendo.

Un compleanno amaro, reso più dolce solo dalla capacità di chi la guida e di chi, in numero sempre più ridotto, la fa funzionare. Una vergogna italiana la riforma Del Rio e l’ignavia di chi è seguito che non ha voluto prendere una vera posizione. Fermo si è trovata schiacciata, nonostante fosse giovane, piccola, funzionale. Un colpo alla funzionalità e alla dignità di questo ente riconosciuto dalla Costituzione. Ma almeno a Fermo, la dignità resiste, lo spirito del 2004 non si ferma e continua a soffiare sperando di ritrovare una fiammella che scateni il fuoco della Provincia che fu.

* direttore www.laprovinciadifermo.com - presidente Cronisti Marche - @raffaelevitali - redazione@laprovinciadifermo.com - facebook/raffaelevitali

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