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Editoriali

Perché Sanremo è Sanremo. Chi c'è (cibo, paesaggi e scarpe) non sbaglia mai

RAFserio
regionetavolo

Tutto sempre migliorabile. Ma che una cittadina di tredicimila abitanti abbia saputo realizzare tutto questo...

È vero, tutto può essere sempre più bello. Ma quando mai, al Gran Galà della Stampa, nazionale e internazionale, del Festival di Sanremo qualcuno aveva sentito parlare delle Marche? E quando mai il sindaco di Montegranaro, 13mila abitanti, aveva avuto la possibilità di essere intervistata da Marino Bartoletti per parlare della sua terra? E quando mai un video sul Fermano, bello o meno bello, era stato proiettato davanti a telecamere, decine di fotografi e un centinaio di giornalisti? Ma soprattutto, quando mai l’associazione nazionale dei calzaturieri, che ha nel distretto fermano il suo cuore, si era mossa compatta con presidente e Ad, per promuovere proprio l’eccellenza primaria di una terra che ha bisogno di tornare a correre?

Rispondere mai sarebbe troppo facile. Anche perché ci sono state occasioni, pensiamo alla Bit di Milano. Ma chi c’è stato, e ci tornerà nei prossimi giorni visto che il 12 febbraio ci sarà un focus sul Fermano, sa che dentro la Borsa del Turismo c’è di tutto un po’, una specie di pot-pourri in cui emergere è difficile. A Sanremo, durante il Gran Galà della Stampa ogni persona seduta a tavola si è portata a casa un sapore delle Marche, lo chef Ferracuti ha portato tutti prodotti fermani, e girando tra i tavoli in tanti hanno anche scoperto che pure le scarpe erano già ben presenti: il tacco rosso di Valeria Marini era un Loriblu, Enzo Miccio ama Doucal’s e via dicendo con la Zanicchi che ha ne ha prontamente richieste un paio made in Fermano.

Insomma, tutto si può fare meglio. Ma che una cittadina di tredicimila abitanti abbia saputo realizzare tutto questo nel giorno di apertura del Festival più importante d’Italia è qualcosa da cui partire. Poi che si possa crescere è scontato, come il criticare la rapa al posto di un porro dentro un piatto. Ma alla fine il gusto resta, come il nome delle Marche, e non solo del Fermano che senza regione è nulla, nella testa di giornalisti italiani e volti dello spettacolo. Che ora, contaminati con una serata, andranno attratti, avvicinati, richiamati: inizia il follow-up, la fase più difficile del post promozione: vincere si può.

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