Editoriali

Il capro espiatorio

RAFserio

Di per sé quella del capro espiatorio è una antica abitudine. Hanno cominciato i babilonesi, l’hanno reso famoso i greci, è diventato una prassi nella cultura ebraica. Il problema è l’evoluzione contemporanea, che si potrebbe tradurre nel concetto ‘è sempre colpa di qualcun altro’. Almeno storicamente serviva a rasserenare la comunità la scelta di una vittima sacrificale, oggi accresce solo le polemiche.

Ne abbiamo la prova ogni giorno, anche in provincia. Accade quando si parla di scuole, dove c’è sempre qualcuno che può essere indicato come il vero responsabile di qualcosa. Si rompe un tubo, colpa della provincia; non ci sono le iscrizioni, colpa del sistema; mancano le attrezzature, imprenditori egoisti.

Accade quando si parla di turismo: non si fanno eventi, colpa del sindaco; i turisti vanno via, colpa del Comune, non certo di un barista o un negoziante chiusi o scontrosi; all’estero non ci conoscono, è per la scarsa promozione, poi magari se si creassero siti internet veri, aggiornati e bilingue anche delle attività sarebbe meglio.

Ma accade anche nel quotidiano, quando ci si lamenta della città sporca, ma poi non si è in grado neppure di dividere un pezzo di carne dal piatto di plastica, quando si pontifica sui social la condotta di qualcuno “tanto sto dietro un pc”, quando il guadagno deve superare di gran lunga l’interesse collettivo, ma è più facile far ricadere la colpa sull’amministratore reo di tutelare i bilanci collettivi e non solo degli operatori.

E non parliamo della sicurezza o dell’assenza di lavoro causata da immigrati, profughi e quant’altro che servono troppo spesso a coprire le lacune del nostro sistema, l’ignoranza del cittadino, la pochezza della politica, la facile soluzione a problemi che hanno radici più profonde, dentro la nostra società. Che poi, che significa nostra? Magari la risposta la troverete nel libro del professor Grisostomi che racconta l’apertura di un centro di cardiochirurgia infantile in Zambia. Perché lo ha fatto? Ognuno ha diritto al suo futuro e che ci crediate o no, ognuno farà parte del nostro. Anche se pensiamo che sia il miglior capro espiatorio.