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Editoriali

Da crisi a sviluppo, in una parola la ricetta per il 2019

RAFserio

Ci siamo, un nuovo anno. E cosa avrà più del vecchio? La speranza, che a fine anno di solito viene sopraffatta dai rimpianti, dalla delusione. Quando inizi, tutto sembra possibile, anche che il singolo capisca che fare parte del gruppo è utile.

Una parola, una sola per il 2019: squadra. Racchiude tante cose questa splendida parola che il mondo dello sport conosce bene. “Formazione organica che prende parte, come insieme unitario, a competizioni collettive” è la definizione della Treccani.

Le competizioni da affrontare sono tante. Una su tutte, inutile negarlo, è quella economica. Il primo compito sarà trasformare la parola crisi in sviluppo. Mica poco. Ma il passaggio è fondamentale: le parole pesano. Crisi porta con sé un senso di negatività e quindi, non appena si sarà chiuso l’iter con la definizione dei contenuti dell’area di crisi complessa in cui tanto crede il mondo imprenditoriale fermano-maceratese, bisognerà iniziare a parlare di area di sviluppo.

Uno sviluppo, però, che non potrà essere raggiunto dal singolo. A meno che non ci si chiami Diego Della Valle. Il punto è che mister Tod’s, orgoglio del territorio, gioca una partita personale, è come se stesse sul divano e con la sua Playstation abbattesse un record dietro l’altro. Fuori da quel divano, però, serve la squadra capace di far cambiare marcia a una provincia impoverita, ma non povera.

L’unione di intenti fa miracoli. Basta guardare allo sport locale. La Fermana, che costa mediamente un quarto delle altre compagini ai vertici della serie C, compensa le lacune tecniche con l’impegno e la collaborazione. La Poderosa nel basket ha scelto un leader fuori dal campo, coach Pancotto, per mandare un messaggio rivoluzionario: siamo la squadra di tutti, senza confini comunali. Il territorio l’ha capito? Non proprio, ma intanto lo sport semina valori che se l’economia saprà raccogliere il 2019 potrebbe non finire come il 2018.

Certo, all’impegno del privato servirà il sostegno del pubblico. Keynes insegna, non investire a livello centrale frena anche i privati più positivi. La manovra, tra tanti punti oscuri, ha un aspetto che potrebbe significare lavoro, e pure tanto, per le imprese locali: appalti fino a 150mila euro affidati direttamente. C’è chi parla di rischio corruzione, ma a quella penseranno le forze dell’ordine. Quel che è certo è che con la ricostruzione post sisma tutta da fare, sarà l’anno buono?, l’edilizia locale potrebbe respirare. E se torna il cemento, la costruzione dello sviluppo è davvero possibile.

Buon 2019, cercate la vostra squadra. Noi ci saremo, sperando di informarvi al meglio, sperando di crescere, ma anche per questo serve una squadra più forte. Che il team building abbia inizio. 
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