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Editoriali

Non tutti i luoghi sono uguali

RAFserio

Tra no-Vax, no-Hiv e Croce Verde

* Si confonde troppo spesso la liberà con la deregulation. Si confonde il diritto di opinione con il diritto di divulgare qualunque cosa, incluso il falso. Si confonde, insomma, la partecipazione con la confusione. E allora bisogna fermarsi un attimo e riflettere. Cominciando da un punto fermo: non tutti i luoghi sono uguali.

Nel giro di 48 ore siamo passati dalle scuole di Ascoli Piceno che hanno vietato agli alunni di prendere parte alla rappresentazione dell’opera lirica Così fan tutte perché inneggiante a valori non condivisibili, scelte che neppure il Miniculpop di mussoliniana memoria metteva in atto, al caso del convegno novax-noHiv di Fermo. Regressioni di pensiero che preoccupano.

Nel secondo caso, però, c’è qualcosa di più che deve far riflettere. Perché il convegno in cui si parlerà del libro ‘Fear of the invisible’ scritto da una giornalista britannica, testo che, in sunto, va a negare l’efficacia di cure e medicine in settori chiave, incluso quello dell’HIV, va oltre ogni limite scientifico. Bene, dove si terrà questo incontro? Nella sede della Croce Verde. Un po’ come se dentro il reparto di Oncologia si tenesse un convegno sull’uso della curcuma al posto della chemioterapia, teoria che ahimè emerge anche in convegni altolocati, ma per fortuna non dentro strutture sanitarie.

La pubblica assistenza si è giustificata dicendo che “concedere spazi non è condividere”. Ma siccome vige il buonsenso del “non tutti luoghi sono uguali”, non può un luogo di scienza e di sanità, che quindi sa bene cosa significhi per un malato poter usare i farmaci giusti e dovrebbe sapere anche di come i progressi scientifici hanno reso l’Hiv da malattia mortale a malattia gestibile, e perfino debellabile usando precauzioni, qualcosa che nega tutto quello per cui lavorano. Per cui, attenzione a confondere la libertà di espressione con la libertà di raccontare falsità, o quantomeno cose non provate. Non tutto deve essere promosso, non tutto ospitato, non tutto comunicato, non tutto per forza pubblicato. I ‘no Olocausto’ sono sempre dietro l’angolo, ma non per questo devono finire su un giornale o in una sinagoga perché è giusto ospitare tutti. E questo vale anche per noi giornalisti.

* direttore www.laprovinciadifermo.com - presidente Cronisti Marche - @raffaelevitali - redazione@laprovinciadifermo.com - facebook/raffaelevitali

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