Editoriali

E' la stampa, bellezza!

RAFserio

* A livello nazionale i giornalisti sono sciacalli e pennivendoli, a livello locale giornalai e schiavi del potere. In fin dei conti, cambia poco.

È l’informazione al tempo dei social e delle dirette facebook, l’informazione al tempo di chi vuole solo comunicare e non vorrebbe invece che qualcuno pensasse di informare. L’informazione in cui se uno parla pensa di vedere pubblicata ogni singola parola. L’informazione che se poi cerca e magari trova altro diventa nemica e falsa perché travisa, non perché verifica.

“È la stampa, bellezza! E tu non puoi farci niente” diceva nel 1952 Humphrey Bogart. Ma era la stampa del piombo, della carta, del peso in ogni parola, della giornata passata a scrivere un articolo. Oggi, tutto corre, tutto è diretto, tutto viene trasformato in qualcosa da leggere, selezionato da un algoritmo sulle nostre pagine Facebook e tutto diventa informazione. O almeno così ci fanno credere, spesso anche gli stessi giornalisti. 

'Non possiamo essere complici, dobbiamo scegliere cosa è informazione e cosa no, dobbiamo tornare a fare il nostro lavoro’. Questa non l’ha detta un attore e neppure un giornalista del New York Times 30 anni fa, ma il direttore di Avvenire. Perché agli sciacalli e ai pennivendoli si può rispondere facendo solo una cosa: i giornalisti e non i megafoni. Anche in provincia.

* direttore www.laprovinciadifermo.com - presidente Cronisti Marche - @raffaelevitali - redazione@laprovinciadifermo.com - facebook/raffaelevitali